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– 1 al Reset Festival: i We Are Waves son pronti a farsi sentire

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I We are waves si esibiranno il 7 settembre in piazza Vittorio per il Reset festival capitolo IV nell’area denominata Prato, dedicata alla musica elettronica e alla sperimentazione.

Il palco del Reset è per il gruppo un modo per celebrare un anno davanti al proprio pubblico e per presentare l’Ep omonimo.

Incontriamo Fabio Viassone, cantante e chitarrista della band e cerchiamo di capirne di più di questo progetto che mescola sapientemente le radici del rock con la musica elettronica, in un intreccio energico ma con momenti a tratti più cupo, sebbene sempre melodico come nel brano Deccan Plateu.

Il concetto base è un’unione tra la musica Wave e la Trans-Rave, una sorta di post rock rivisitato in chiave personale.

 

We are Waves
We are Waves

Fabio ci spiega che la componente umana è fortemente presente nei testi e descrive la sensazione di deriva e spaesamento della generazione cresciuta negli anni ’90 e che oggi si ritrova spersa e senza più punti di riferimento, come nella canzone “The Other side of me” che presenta un sound in bilico tra le sonorità british dei primi Blur, tappeti elettronici ed una corposità di suono figlia del new rock.

Vi è nelle canzoni un senso di indefinito, ma al tempo stesso intriso di consapevolezza ed il tentativo di creare un trasporto emotivo con l’ascoltatore, se sceglierà di lasciarsi trascinare in un viaggio musicale alla ricerca dell’istinto lungo un filo di tensione fatto di momenti più tenui e di vere e propri picchi emotivi e musiche deflagranti: un esempio su tutti la canzone Gaining ground.

Le onde che hanno ispirato la scelta del nome sono la spiegazione più intuitiva ed immediata per cogliere l’andamento del disco per una band che sta continuando a crescere e procede ad ondate, sia emotive che sonore, con vere e proprie scariche di energia o talvolta più intime e figlie della ruvida essenza del grunge ed anche la scelta delle dinamiche e l’alternanza dei suoni riflette inconsciamente questa scelta per poi sfociare in un suono moderno figlio della trance e dei sintetizzatori.

Non per niente il motto scelto da questa band è “Fammi sentire le onde.”

Qualcuno tra voi forse penserà di avere già visto i membri di questa band muoversi nell’underground della musica cittadina.

 

We are Waves
We are Waves

Il motivo è molto semplice: nel 2011, in un momento di risacca la band ha deciso di troncare con il progetto precedente, “Overock”, che li aveva accompagnati per 10 anni, facendoli conoscere nell’ambiente, con un’intensa attività live.

Una curiosità è che l’ultimo disco degli Overock si chiamasse Warp it, ovvero un invito a deformarlo e consumarlo, a produrre curvature nella sua forma, quasi a voler anticipare il processo ondoso che ha portato a questo nuovo lavoro.

Come Overock la band ha attraversato l’Europa con concerti in Inghilterra ed in Russia e in Italia ha aperto i concerti di nomi quali Verdena, Afterhours, Tre Allegri Ragazzi Morti, e Planet Funk.

In seguito all’incontro con il produttore Marco Trentacoste (Lacuna Coil, Le Vibrazioni, Deasonika, Rezophonic) la band comincia un percorso differente, passando da due chitarre a nuove sonorità, con una chitarra e i sintetizzatori e qui comincia il percorso dei We are waves.

Perciò tutti pronti a cavalcare l’onda e a farvi guidare lungo le diverse fasi emotive dal grunge all’elettro e a tuffarsi nel mondo dei We are waves sulle note del loro brano “To the Ocean”, che dimostra di aver imparato la lezione di Cure e Pearl Jam ma di saperle convogliare in una nuova direzione con soluzioni interessanti, più aperte e ragionate.

 

 

Luca Calderan

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