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Ritorno al Futuro: da film a leggenda grazie a Torino

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Marty: Un momento… un momento, Doc. Mi stai dicendo che hai costruito una macchina del tempo… con una DeLorean?

Doc: Dovendo trasformare un’automobile in una macchina del tempo perché non usare una bella automobile?

 

Ci sono film che vengono dimenticati poco dopo la loro uscita nelle sale, altri che hanno un grande successo ed altri ancora che diventano delle vere e proprie icone della cultura popolare.

Ritorno al Futuro di Robert Zemeckis appartiene di diritto alla terza categoria.

Dal 1985 ad oggi i personaggi di Marty McFly, “Doc” Emmett Brown e perfino il malvagio Biff Tannen, hanno divertito e appassionato generazioni di cinefili, grazie ad un riuscito cocktail di azione, umorismo e spensieratezza, tutto orchestrato con un grande ritmo, scenografie visionarie e ovviamente ottimi e azzeccatissimi attori (su tutti Michael J. Fox e Christopher Lloyd).

Uno dei motivi del successo ormai trentennale della pellicola, come ammesso anche dagli sceneggiatori Bob Gale e Bob Zemeckis, è da attribuirsi alla realizzazione della macchina del tempo attorno a cui ruota questa trilogia cinematografica.

Dopo vari tentativi e numerose proposte si optò per la DeLorean DMC-12, unico modello di auto sportiva costruita dalla DeLorean Motor Company dal 1981 al 1983, compagnia che per ironia della sorte era già fallita prima dell’uscita del primo film della serie. Le caratteristiche principali di questa vettura erano le porte ad ali di gabbiano e la carrozzeria di acciaio inossidabile non verniciato.

Ritorno al Futuro: da film a leggenda grazie a Torino

Vennero prodotti circa 9 200 esemplari di DMC-12 che oggi sono oggetto di culto per gli appassionati di Ritorno al Futuro.

Il progetto della carrozzeria di questa visionaria automobile fu un’idea torinese e per essere precisi, del celebre designer  Giorgetto Giugiaro.

Il progetto partiva dalle basi gettate dallo stesso Giugiaro con la Lotus Esprit di qualche anno prima. Spielberg, che era produttore del film, Zemeckis e Gale non ebbero dubbi: era quella la macchina del tempo che cercavano.

Una curiosità nota a pochi è che nello script iniziale di Ritorno al Futuro, la macchina del tempo era un frigorifero.

La pellicola avrebbe di sicuro perso fascino, ma la scelta non venne cambiata per questo motivo; Steven Spielberg temeva i tentativi di emulazione da parte dei bambini e volle assolutamente evitare questo rischio.

Oggi conosciamo tutti l’aspetto di una DeLorean, anche se ne rimangono soltanto 8000 esemplari circa e nonostante il fallimento precoce di una casa automobilistica, forse un po’ troppo visionaria per l’epoca.

Il capolavoro di Robert Zemeckis è parte del nostro immaginario anche grazie a un pizzico di stile torinese… ed alzi la mano chi non ha mai sognato di accumulare 1,21 gigawatt nel flusso canalizzatore e portare a 88 miglia orarie quel gioiello anni ’80 in acciaio inossidabile.

M.Albera

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