Friday, May. 24, 2013

Torino, una città tutta da ridere!

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9 luglio 2012

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Torino, una città tutta da ridere!

La cerchia dei personaggi torinesi famosi in tutta Italia e all’estero è arricchita da una qualità apprezzata in tutte le epoche, la comicità. In mezzo ad industriali, statisti, atleti ed architetti dai natali torinesi, si possono trovare infatti anche illustri comici, che dal nostro capoluogo sono partiti alla conquista della celebrità, diventando in breve tempo conosciuti e ricercati in tutta la penisola e non solo.

Ripercorrendo in ordine cronologico la storia della comicità sabauda, il primo nome che si incontra è quello del grande Erminio Macario. Forse i più giovani non ne avranno sentito molto parlare, ma questo popolare attore di teatro, cinema e televisione ebbe una carriera sfavillante, riscuotendo un successo enorme in ogni parte dello stivale a partire dagli anni ’20 fino ai tardi anni ’70.
Teatro di rivista, di prosa, commedie, ruoli drammatici, cinema e televisione. Macario è un artista a tutto tondo che sperimenta tutti i campi della sua arte riscuotendo un successo unanime, frutto di un sapiente mix tra la sua buffa presenza scenica (celeberrimo il suo ciuffo a virgola), battute pungenti ispirate all’attualità e declinate in un volutamente incerto dialetto piemontese e la compagnia di soubrette avvenenti e conturbanti.

La passione per il teatro lo accompagnerà per tutta la vita, regalandogli grande fama e critiche entusiastiche, ma a farlo conoscere al pubblico di tutto lo stivale ci penseranno i film degli anni ’50 (ben sei con l’amico Totò, a cui forniva una preziosa figura di spalla da tartassare) e la sterminata produzione televisiva. Da Carosello (di cui fu il primo protagonista in assoluto) ai varietà sulla Rai, Macario è diventato amico del pubblico italiano che, ancora oggi, gli riconosce caratteristiche uniche nel panorama comico degli ultimi 80 anni. Consigliamo ai meno esperti un rapido giro su Youtube http://www.youtube.com/watch?v=jI_7RTgU-Nw.
Contemporaneo del grande Macario, visse e fece fortuna un altro nome altisonante della comicità torinese, il fu Renato Ranucci, al secolo Renato Rascel. Attore, cabarettista, cantautore e ballerino, Rascel si differenzia dal panorama artistico della sua epoca, incentrato su un umorismo di doppi sensi sessuali, rivolgendosi innanzitutto alle generazioni più giovani ed inaugurando una comicità ingenua, disarmante, quasi surreale e molto spesso improvvisata, che spiazza il pubblico, ma riesce sempre a divertire.
Nonostante alcuni intoppi con la censura in epoca fascista, Renato Rascel diventa ben presto un volto noto del grande schermo, misurandosi in ruoli anche drammatici (vedi il film “Il cappotto” del 1952) e recitando al fianco di grandi nomi quali Totò, Raimondo Vianello e Silvana Pampanini. La perfetta dizione e le qualità interpretative lo portano ad esordire anche in radio, come attore di riduzioni e conduttore di programmi di intrattenimento. La fama travalica le Alpi e Rascel si ritroverà a collaborare con le grandi produzioni hollywoodiane, mentre in Italia continua a lavorare in televisione, con alterne fortune, ed in campo musicale, vincendo il Festival di Sanremo del 1960. In ultimo, Renato Rascel si dedica con profitto al giornalismo, scrivendo rubriche per stimati settimanali e conducendo programmi televisivi a carattere sportivo. Il sito ufficiale è http://www.renatorascel.it/
Ancora all’epoca del bianco e nero appartiene uno dei gruppi musicali e comici più famosi della storia. Stiamo parlando dei Brutos, quintetto formatosi a Torino e attivo in una prima fase negli anni sessanta e settanta ed in un successivo ritorno alla ribalta tra il 1992 e gli inizi del nuovo millennio.
Gerry Bruno, Elio Piatti, Jack Guerrini, Gianni Zullo e Aldo Maccione sono cinque ragazzi torinesi, conosciutisi ad un provino e gettati allo sbaraglio come gruppo dall’imprenditore Aldo Zanforgnini a fine anni ’50. Composti da un “bello” (Guerrini) e da quattro brutti, quest’armata Brancaleone conquista la gloria grazie alla comicità demenziale messa in musica, alle smorfie e alle facce da tonti. Il pubblico però li premia e i Brutos si esibiscono in tutto il mondo, ricevendo i complimenti da mostri sacri quali Charlie Chaplin, Jacques Tati, Marlene Dietrich e Henri Salvador. I bambini italiani li ameranno per le loro simpatiche interpretazioni al Carosello, ma nel 1970 il gruppo arresta la propria attività a causa dei continui e reiterati abbandoni di componenti e cambiamenti nella formazione.
Nel 1993 Antonio Ricci si ricorderà di loro per il programma Paperissima e da quel momento i Brutos ricostituiscono il gruppo e ritornano sulle scene televisive, passando da Chiambretti a Fazio, fino alla loro ultima apparizione sul piccolo schermo nel programma “Novecento” di Pippo Baudo. Tutte da ridere queste loro scenette http://www.avanspettacolo.com/brutos/video/video0.htm.
Avvicinandoci alla comicità contemporanea, illustri concittadini sono senza dubbio la pungente Luciana Littizzetto, inventrice e propugnatrice del “Walter” e della “Jolanda”, Rocco Barbaro, nato a Rivoli, ma fornito di un caloroso umorismo calabrese, e la lunga sfilza di cabarettisti usciti dallo scrigno di Zelig e dintorni: Beppe Braida (“…Attentato!!”), Franco Neri (“Franco, oh Franco”), Anna Maria Barbera (la procace Sconsy di cinema e tv), Gianpiero Perone (alias Romeo Pastura, alias Bill Gates, alias l’ingegnere, alias il Principe Merda) e Federico Basso, monologhi sta, nonché presentatore di varie edizioni di Zelig Off e Circus.
Insomma, Torino, una città tutta da ridere!

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