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Come il mondo vede Torino?

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Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un articolo del New York Times (http://travel.nytimes.com/2012/07/01/travel/36-hours-in-turin-italy.html?smid=fb-share ) che simulava una ipotetica tre giorni di visita a Torino e descriveva tutti i luoghi imprescindibili in cui recarsi. Il tono del prestigioso quotidiano newyorkese era entusiasta e, dal Lingotto al Museo Egizio, dalla Mole ai Murazzi, segnalava agli yankee in vacanza angoli caratteristici della nostra città (alcuni ignoti persino a me!), il tutto corredato da ottime foto.

Questo inatteso spot da parte di uno dei media più importanti al mondo mi ha messo addosso la curiosità di scoprire come è visto il nostro riservato capoluogo dall’esterno e sono andato a curiosare nei siti di informazione di mezza rete. Ecco quello che ho trovato.

Ricercando la parola “Torino” o “Turin”negli archivi dei quotidiani e periodici più conosciuti ed autorevoli, i risultati più frequenti sono: Sacra Sindone, Juve e Toro, Fiat. Certo, sembra la banalità fatta a motore di ricerca, ma scorrendo un po’ le pagine si trovano invece delle vere chicche giornalistiche sulle bellezze torinesi.

Grande attenzione è sempre posta sull’ottima capacità di accoglienza della nostra città che, con il recente fiorire di eventi di respiro internazionale (dalle Olimpiadi del 2006, ai festeggiamenti per il 150esimo dell’Unità d’Italia, passando per l’ostensione della Sindone nel 2010), si è dotata di strutture moderne e funzionali per ospitare entro le sue mura milioni di visitatori.

Come il mondo vede Torino?

Una caratteristica comune di quasi tutti i reportage, inoltre, è l’insistenza nel sottolineare come la “Detroit d’Italia” abbia saputo riqualificarsi da polo dell’automobile a riferimento culturale ed enogastronomico.

Sia il francese Le Figaro (http://www.lefigaro.fr/voyages/2009/10/21/03007-20091021ARTFIG00782-turin-version-new-look-.php ) che il britannico The Guardian (http://www.guardian.co.uk/travel/2011/mar/12/turin-unification-italy-150th-anniversary ) promuovono la prima capitale d’Italia per le sue bellezze architettoniche nascoste (le piazze del centro, i Palazzi storici e nobiliari (http://www.mole24.it/2012/06/13/la-nobilta-e-di-casa-a-torino/), i musei del cinema, egizio e del Risorgimento) per poi invogliare i propri lettori con i lato mangereccio: la pizza di Eataly, la crema gianduia di Gobino, il gelato di Fiorio in via Po, i grissini di Aldo Luciano (via dei Mercanti 2) e il migliore aperitivo della zona, da gustare all’Obelix di piazza Savoia.
Stesso abbinamento storico-culinario per Le Monde (http://www.lemonde.fr/voyage/article/2009/10/01/turin-la-gourmande_1339758_3546.html?xtmc=torino&xtcr=20 ) che punta molto sulla storia di alcuni brand di prestigio mondiale (dalla Caffarel alla Lavazza, passando per la fiera di CioccolaTò ed il Martini), inseriti in un contesto architettonico che nulla ha da invidiare a mete più gettonate tra i tour operator, potendo vantare la reggia di Venaria Reale, il castello di Rivoli e piazza Vittorio Veneto.
Il Time dedica numerosi e approfonditi articoli a Torino, sia per descriverne gli aspetti prettamente ludici (http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,220063,00.html ), sia, ed è la nota che più ci fa piacere, per esaltarne la capacità di rinnovamento nel corso dei decenni. Addirittura si ipotizzava di prenderla ad esempio per modernizzare alcune aree di Cleveland (http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,2026474_2026675_2034641-2,00.html ) in tema di amministrazione, diversificazione di investimenti, educazione e trasporti.

In definitiva, da qualche anno a questa parte, il Piemonte ed il suo capoluogo sono tornati ad essere considerati non solo apprezzabilissime mete turistiche, ma anche modelli da seguire per l’organizzazione cittadina. E se anche il Washington Post (http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704905704574621912899639596.html#articleTabs%3Darticle ) ne parla come di una città “elegante e perbene”, dietro la cui facciata austera “c’è una prorompente vitalità, un cuore pulsante creativo e frizzante che ne fa una città unica e diversa dal resto d’Italia”, non resta che essere fieri delle nostre radici e consapevoli di quanto di buono i “bogia nen” abbiano ancora da offrire.

E se avete qualche amico lontano che ancora non ha ben chiaro dove vivete, questo video di presentazione, ideato per i Giochi Olimpici, credo proprio che faccia al caso vostro! http://www.youtube.com/watch?v=sBiL2VLPmFo

 

Marco Parella

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