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Torino e i nuovi torinesi

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Se vi capitasse di ritrovarvi a Torino in dieci in una stanza, in un bar, in una sala d’attesa, potete stare certi che almeno due di voi saranno stranieri.

La multiculturalità di cui tanto si parla è infatti una realtà concreta nella nostra città: i dati dell’ufficio Statistica comunale, aggiornati a poche settimane fa (2 maggio), parlano molto chiaro. Su 906 mila abitanti totali sotto la Mole vivono 135 mila stranieri, provenienti per la maggioranza da paesi extracomunitari (76 mila), mentre dalle nazioni dell’Unione Europea provengono invece 58 mila persone.

Per dirla con un paragone sportivo i nostri concittadini extracomunitari potrebbero riempire due volte il nuovo Juventus Stadium, mentre quelli provenienti dalla Ue assieperebbero per tre volte l’Olimpico.

Mica male, no?

Venendo ai dati nazione per nazione, la comunità più cospicua è quella marocchina (19 mila persone) che distanzia nettamente quella peruviana (9 mila). Moltissimi anche i cinesi, poco più di sei mila, di poco superiori agli albanesi (5800).

A seguire, le nazioni maggiormente rappresentate a Torino sono la Moldavia (4700), l’Egitto (4300), la Nigeria (3600), le Filippine (3450), il Brasile (2112) e la Tunisia (1659).

Curiosità: i maschi sono più delle femmine per quasi tutti i gruppi nazionali, tranne alcune cittadinanze che a Torino sono più spiccatamente “rosa”: Perù, Moldova, Nigeria, Filippine e Brasile.

I più giovani? I marocchini: ben 5 mila di loro hanno meno di 18 anni.

Andrea Besenzoni

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