Home Territorio Torino come Londra e New York, il Valentino e Mirafiori come Hyde...

Torino come Londra e New York, il Valentino e Mirafiori come Hyde Park e Central Park

224
SHARE

Anche a Torino ci sono gli scoiattoli. Sì, i disneyani animaletti non sono più esclusiva dei grandi parchi come Central Park a New York o Hyde Park a Londra, ma allietano le nostre giornate anche qui, in Piemonte. E lo fanno imitando a perfezione le cinematografiche abitudini dei loro cugini d’oltreoceano, i celeberrimi Cip e Ciop: sono talmente abituati alla presenza umana anche qui da noi che si lasciano avvicinare, certi di guadagnare qualche arachide succulenta che poi mangiano davanti all’intenerito/a di turno, si lanciano in corse mozzafiato tra i rami, si rubano a vicenda il cibo. In città li possiamo trovare soprattutto in via Plava, a Mirafiori sud, nel parco del Valentino e al Parco Europa, a Cavoretto, anche se ci sono stati innumerevoli avvistamenti anche in altre zone della città. Sono due le specie presenti: lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) e lo scoiattolo comune (Sciurus vulgaris); quest’ultimo è l’unico scoiattolo nativo in Italia, uno degli animali più rappresentativi del nostro territorio, di piccole dimensioni e dalla folta pelliccia rossiccia. Purtroppo la specie sta diminuendo sensibilmente, ed è allarme tra gli ambientalisti. La causa è la diffusione dello scoiattolo grigio canadese, introdotto a Candiolo nel 1948, che negli anni si è notevolmente riprodotto e ora imperversa nei nostri boschi e in città. Il roditore americano risulta infatti più efficace del nostrano nello sfruttare le risorse alimentari e gli spazi disponibili: spostandosi anche sul suolo, a differenza dello scoiattolo rosso che si muove agilmente soprattutto tra i rami, lo scoiattolo grigio ha accesso a diversi tipi di semi, che preleva sia in maniera naturale dal sottosuolo sia in modo “truffaldino” dalle riserve create dallo scoiattolo rosso per far fronte all’inverno, rendendolo più debole, anche se comunque lo scoiattolo nostrano parte già svantaggiato: essendo decisamente più piccolo (300 grammi contro i 500/600 dello scoiattolo USA) è il primo della lista per quanto riguarda l’esclusione competitiva: lo scoiattolo grigio avrà quasi sempre la meglio nella lotta per la sopravvivenza , perché più robusto, e l’aumento di peso dovuto al suo prevalere nella ricerca di cibo porta ad un conseguente aumento della riproduttività. Insomma, una lotta all’ultima ghianda per le due specie, che potrebbe portare a conseguenze non piacevoli per lo scoiattolo rosso. Come tutte le favole che li vedono protagonisti, speriamo anche qui in un lieto fine, che possibilmente non comporti né, come si sente vociferare,lo sterminio ad opera dell’uomo dello scoiattolo grigio, né l’eliminazione da parte dello scoiattolo grigio dello scoiattolo rosso. Una speranza utopica, ma la natura saprà cosa fare.

Federica Cicerale

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here