Home Cronaca di Torino Diamo i voti a Torino

Diamo i voti a Torino

43
SHARE

MOVIDA 8.5: Fino ai primi anni 2000 non avrebbe raggiunto la sufficienza, ma in questo ultimo decennio la movida torinese sta vivendo un periodo florido. Merito dell’apertura di nuovi locali e della creazione di “luoghi della movida” che stanno vivendo di luce riflessa: parliamo soprattutto di piazza Vittorio, spoglia fino ad un decennio fa, e piazza Emanuele Filiberto, oltre al tradizionale Quadrilatero Romano, anch’esso valorizzato in questi anni.
MEZZI PUBBLICI 4: Lenti, talvolta inquinanti, spesso in ritardo. Mentre l’amministrazione comunale, probabilmente a ragion veduta, fa il possibile per tartassare gli automobilisti costringendo loro a limitare al massimo l’uso dell’auto, nulla si fa per valorizzare il trasporto pubblico. Attualmente servirsi di un autobus o un tram anziché della macchina significa, tra attesa e percorrenza, raddoppiare o triplicare il tempo di viaggio. Insostenibile. Al di là dei nuovi ecobus, inoltre, ci sono ancora mezzi che inquinano più degli Euro 1 e 2. E ci sono linee, come la 4, in cui degrado e insicurezza la fanno da padroni. E poi basta con questi scioperi!
METROPOLITANA 7.5: Non rientra nel capitolo mezzi pubblici, perché la metropolitana è un mondo a parte rispetto a bus e tram. Nuova, iper-tecnologica, affidabile, sicura. Persino pulita. Uno dei fiori all’occhiello della città. Roma e Milano ce la invidiano, e non poco. Ma allora perché non darle un 9 o un 10? Perché ci avevano promesso 4 linee, ne hanno fatta a malapena una, e pure con fatica e ritardo. Non si sa se faranno la seconda. Peccato, con 4 linee avremmo davvero potuto tenere l’auto in garage. Speriamo ci regalino almeno la linea 2.
AREE VERDI 5: Come fare a dare l’insufficienza quando in città esistono polmoni verdi come Colletta, Valentino, Pellerina? Non è facile, in effetti. Il problema è che ci sono anche tanti giardini pubblici completamente abbandonati al degrado, terreno di conquista di drogati o disperati. Luoghi di bivacco o stanze del buco che tengono alla larga famiglie e bambini. Preferiremmo vedere palloni e altalente, non siringhe e bottiglie di birra lasciate in terra. Ma siamo ancora lontani. E anche Colletta, Valentino e Pellerina non sono adeguatamente valorizzate.
MONUMENTI 8: Parliamoci chiaro, Torino è una delle città più belle di Italia. Ha poco da invidiare a Firenze e Venezia. Il problema è esserne coscienti. Sono i torinesi stessi a non conoscere tutte le bellezze della città. Ma è pure la Città, a volte, a tenerle nascoste. Ad esempio, come è possibile che i giardini all’interno di Palazzo Reale restino chiusi a tempo indeterminato? E che all’interno ci sia una fontana con Tritoni degna di Piazza Navona che le nuove generazioni non hanno mai visto? E che la restaurazione del Teatro Regio abbia così abbruttito un teatro che non sarà la Scala ma ha comunque un suo prestigio?
SICUREZZA 5.5: Premettendo che nelle grandi città (e anche in quelle più piccole di Torino purtroppo c’è di peggio, la media è tra l’8 dei “salotti”, i quartieri in, le zone prestigiose e valorizzate come il Centro e il quartiere Colletta, ed il 3.5 di altre realtà abbandonate al degrado come Porta Palazzo, Borgo Aurora, corso Giulio Cesare. Una sorta di divisione tra quartieri di serie A e quartieri di serie B (facciamo C2), che appare quasi volontaria. In certe zone, problemi come integrazione tra diverse etnie, spaccio, microdelinquenza sono sentiti, a livello reale e non solo di percezione.
PULIZIA STRADE 6: Anche qui, dipende dalla divisione tra A e C2. Compatibilmente con le risorse economiche di un Comune sempre più indebitato, la pulizia delle strade non è quasi mai trascurata. Preoccupa semmai la scarsa manutenzione in certi quartieri: le buche nelle strade, più o meno grandi, sono ancora troppe. Con conseguenti infortuni di pedoni, ciclisti ed anche motociclisti.
VIABILITA’ 5.5: Per valorizzare ed amare il traffico e la viabilità sotto la Mole, basta fare una gita esplorativa di due o tre giorni a Milano o Roma. Un’ottima cura contro l’intolleranza alle code e ai sensi unici. Dopo essere stati a Milano e Roma, non ci si lamenterà più di Torino. Questo però non basta a far raggiungere la sufficienza al capoluogo piemontese: preferiamo assegnare un 2 a Roma, un 3 a Milano e un 5.5 a Torino, che in alcune zone (viene in mente largo Orbassano) diventa 4.5.
INQUINAMENTO 5: Di ogni città, soprattutto se capoluogo di provincia o superiore agli 80.000 abitanti, si dice che è la più inquinata d’Italia. Ogni tanto spuntano rapporti, riservati ai residenti della città medesima, che dimostrano come i tapini in questione vivano nella città “più inquinata d’Italia” o “mediamente più inquinata d’Italia”, sulla base di non si sa quali rivelazioni scientifiche o di associazioni ambientaliste. Polveri sottili, smog eccetera. Ora, è sufficiente confrontarsi con chi vive in altri lidi, per scoprire che a tutti è stato fatto credere che risiedono nella “città più inquinata d’Italia”. Pertanto non crediamo alle rilevazioni che assegnano a Torino il poco ambito primato, di cui sono convinti solo i torinesi. Ma a livello empirico e di percezione, possiamo dire che a Torino il problema esiste e non va trascurato.
MURAZZI 1: Volutamente separato dal capitolo “Movida”. Attualmente è l’aspetto peggiore di Torino. Peccato, potrebbe essere un luogo di serate paragonabile ai Navigli di Milano o al LungoTevere di Roma, ma i Murazzi del Po di Torino sono invece una zona franca, dove spacciatori e drogati trovano albergo, del tutto indisturbati. Persino le Forze dell’ordine, rassegnate, non intervengono più. I “tutori dell’ordine” sono rimasti ormai solo i buttafuori dei locali, a rischio però della loro incolumità. Certo, chi vuole bersi qualcosa con amici preferisce la vicina piazza Vittorio o zona Tre Galli, i Murazzi li evita come la peste.
SQUADRE DI CALCIO 7: Ogni anno lo scenario cambia, almeno per le due rappresentanti illustri Toro e Juve. Ma quest’anno sembra essere una stagione buona: Juve in lotta per lo scudetto e Toro in piena corsa per riconquistare la serie A dopo un lungo purgatorio di 4 anni. Il prossimo anno, molto probabilmente, si rivedrà il derby della Mole nella massima serie, scontati scongiuri granata permettendo. In attesa che le due principali società torinesi tornino grandi, consoliamoci con settori giovanili di tutto rispetto e squadre minori sempre più ambiziose (il Lucento, ad esempio, terza squadra di Torino, che sogna la D), valorizzate dai campi sintetici installati in quasi tutti gli impianti cittadini. Settori giovanili come quelli della J-Stars e dell’Accademia Inter fanno quasi invidia a Juve e Toro, anche se purtroppo il livello della “materia prima” sta calando. C’è crisi, non solo economica ma soprattutto “tecnica”, anche nel calcio.
RISTORANTI 8: Non possiamo ovviamente fare pubblicità né citare nomi di ristoranti, ma possiamo senz’altro dire che a Torino si mangia davvero bene. E si trova di tutti: dall’etnico al tradizionale, dai piatti tipici alla cucina ricercata, dai ristoranti costosi e sfarzosi alle trattorie a conduzione famigliare. Difficile restare insoddisfatti, quasi impossibile essere “derubati”: prezzi onesti quasi ovunque. Fare un giro in Centro e nel Quadrilatero romano per credere.
LOCALI 7.5: Dal post-olimpiadi c’è stata una corsa ad aprire nuovi locali, ne ha guadagnato senz’altro la qualità delle serate. Come per i ristoranti non possiamo fare nomi, ma chi vuole divertirsi o trascorrere del tempo con amici non si può certo annoiare. A livello di discoteche, sembrano lontani i tempi di Naxos e Ultimo Impero che hanno allietato gli anni ’90 e dell’adesivo “Le Voyage” sugli zaini scolastici. Chi li ha vissuti li rimpiange, ma si tratta semplicemente di un’epoca che si è chiusa. Ora i giovani hanno molta più scelta.
SPORT 5: E qui Torino ha conservato una mentalità provinciale. Detto delle squadre e dei campi da calcio, che non mancano, le occasioni e le possibilità per praticare altri sport non sono degne di una grande città. Spariti i campi da basket e di pallavolo all’aperto o all’interno delle aree verdi, fa specie constatare come non esistano neppure squadre di alto livello in queste due discipline. Va meglio alle palestre, molto bene per quanto riguarda la scherma (Club scherma e Accademia Marchesa), benino per il nuoto, ci si può accontentare per canoa e cannottaggio. Gli sport invernali, invece, sono spariti misteriosamente dopo le olimpiadi, così come le strutture costruite appositamente. Tennis? Poco. Atletica? Meno male che c’è il Cus.
LINGOTTO 7.5: In costante ascesa, dall’Ottogallery al Multisala alle fiere, è un secondo centro di Torino. Probabilmente non sostituirà mai il centro vero, probabilmente la stazione ferroviaria del Lingotto non diventerà mai quella principale, come nei piani di qualche anno fa. Ma per essere un quartiere periferico, è davvero vivo e valorizzato.
SALONE DEL LIBRO 7: Tutto può essere migliorabile, tutto può essere perfettibile. Ovvio, scontato. Ma il Salone del Libro resta pur sempre una Fiera Internazionale. Un vanto per Torino. Ora vogliono rubare l’idea, si spera che non accada. Torino, in quanto a idee rubate, ha già dato. Certo, costasse meno sarebbe meglio.
FIAT 5: Sembra sempre sull’orlo del fallimento, ma poi tira fuori il coniglio dal cilindro e ne esce. E’ il principale indotto di Torino, ma rischia di emigrare. Parlare della Fiat, oggi, è come parlare di politica. Per cui è meglio evitarlo. Sulla qualità dei prodotti (auto) restiamo perplessi.
SALONE DEL GUSTO 7: Sparito nel 2011, tornerà nel 2012. Milano ha già rubato l’idea, non è una novità. Ma il Salone del Gusto, pur con tutti i problemi, piace.
PORTA PALAZZO 4: E’ il mercato più grande d’Europa, una dei tanti tesori che Torino ha e tiene nascosti. Anzi, peggio, non valorizza. Umilia e deturpa. Davvero troppi i problemi in piazza della Repubblica. Non solo di sicurezza, integrazione, decoro, ma anche di gestione all’interno del mercato rionale. Regna l’anarchia, sia nella concessione delle licenza sia nel rispetto delle regole: gli onesti sono tartassati, abusivi e disonesti no. Un esempio dell’Italia peggiore. Salviamo il mercato!
MERCATI RIONALI 4: In piccolo, quasi tutti vivono i problemi di Porta Palazzo. Rischiano di morire di morte lenta, soffocati da scelte amministrative discutibili e dalla grande distribuzione. Ed è un peccato. Una città senza banchi dei mercati rionali e senza ambulanti perde davvero tanto.
CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA 1: Ecco il vero cancro di Torino, dietro al quale si nascondono la perversione degli oneri di urbanizzazione, quasi obbligati dalle casse comunali vuote, e infiltrazioni oscure che purtroppo esistono anche nel nord Italia.

Commenti

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here