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La metropolitana vietata alle biciclette

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Ore 15.00 di un giorno qualunque, sono sulla banchina della fermata Paradiso che aspetto l’arrivo del metrò quando la classica voce, vagamente robotica e metallica delle informazioni, scandisce il divieto assoluto d’introdurre biciclette sui vagoni.

Il divieto è ben preciso: “per motivi di sicurezza, è vietato il trasporto e l’utilizzo di biciclette, cicli e carretti secondo le definizioni del Codice della Strada“ . Unica concessione, il trasporto delle biciclette pieghevoli, quelle che si “accartocciano” ingegnosamente a mo’ di valigia con tanto di manico. Le biciclette pieghevoli contenute all’interno di una custodia/borsone sono infatti considerate bagaglio e quindi si possono trasportare.

Ma facciamo un salto indietro… Il 3 dicembre 2011 alle 17,30 spaccate, una quindicina di ciclisti muniti di mascherine antismog ha violato il regolamento ed è salito con le due ruote sull’ultima carrozza della metropolitana.

Obiettivo: manifestare a favore della mobilità sostenibile. Insomma, meno gas di scarico e più biciclette e mezzi pubblici in città.

Tre le richieste indirizzate all’amministrazione comunale: potenziamento del trasporto pubblico; rastrelliere sulla metro e sui bus che coprono la collina e le tratte extraurbane; parcheggi di interscambio per le due ruote. I ciclisti, uniti nelle loro recriminazioni hanno dunque formato un gruppo piuttosto solido e si sono spinti oltre facendo sentire la loro voce anche nel web.

La mia ricerca, infatti, continua e, girovagando per vari forum il cui topic è appunto la bici sul metrò trovo che i ciclisti, in merito a tale questione, sono al quanto convinti nel ritenere ingiustificato tale divieto, se non altro perché quest’ ultimo non è compensato, secondo loro, dalla giusta proporzione in termini di qualità, dei trasporti pubblici.

Torino La metropolitana vietata alle biciclette

E pensare che il regolamento di Torino è già uno dei migliori (o, forse, solo il “meno peggio” per così dire), perché consente di trasportare oggetti di 80x50x50 (in quasi tutte le altre città il limite è di 50×50).

La Hoptown, (la bici pieghevole), misura 80x66x36 e su per giù rientra nei limiti. Molti ciclisti dichiarano di non aver mai avuto problemi con i controllori (che non girano certo con il metro in tasca).

Qualcuno, addirittura, racconta su un forum la propria esperienza, citando che un giorno trovandosi ad attraversare tutta la città sul tram 4 con la bici nella sacca si è imbattuto nei controllori, i quali, pur vedendo la borsa troppo voluminosa, non dissero nulla… Il motivo? Perché quel ciclista, lì in fondo al tram, era l’unico ad essere in possesso di regolare biglietto di viaggio!

E’ pur vero che molti marciano su questo lassismo vigente tra i controllori, dimostrandosi, spesso, troppo incuranti delle regole e lasciando quindi bici pieghevoli buttate dove capita tante volte senza nemmeno chiuderle a dovere, “abbandonate” in punti dove la gente transita, come ad esempio in prossimità delle porte.

E allora ci si chiede se forse non sia giusto rivedere questo divieto, creando, magari, dei segmenti di vagone dedicati al trasporto biciclette per favorire quel sogno di smart city che sia degno di portare questo nome.

 

Laura Savina

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