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Torino capitale del verde

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Torino sta vivendo in questi anni il difficile passaggio da città basata sull’industria alla nuova fase di città turistica e in questa veste si scopre come la città più vivibile d’Italia sia anche quella che ha un patrimonio naturalistico che spesso sfugge agli occhi dei più.
Abituati per anni all’etichetta di città associata al noto marchio automobilistico, Torino si è per anni nascosta dietro una cortina di grigiore che non le apparteneva e riscopre oggi con orgoglio i suoi parchi e le bellezze regalate che spaziano dalle rive dei quattro fiumi alla collina. Per far fronte a questo cambiamento la città ha saputo reagire con rigore ed originalità e con un’attenzione crescente al fattore ambientale.
Spesso per i residenti risulta talmente normale questo rapporto quotidiano con il verde che per lungo tempo si era persa l’abitudine a familiarizzare con questo vero e proprio patrimonio verde.
Complici le domeniche a piedi degli anni passati e il cambio delle abitudini, nonché il rifiorire della vocazione turistica, Torino si presenta oggi con un rapporto decisamente positivo rispetto al fattore ambientale, nonostante il mancato avverarsi del progetto Smart City.
Da un lato infatti molte delle nuove costruzioni e dei complessi residenziali di nuova concezione prevedono aree verdi al loro interno, dall’altro si è cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica con campagne quali l’adozione degli alberi e la sensibilizzazione di aziende rispetto ai fattori ambientali.
Se è vero infatti che il centro di Torino presenta tassi di inquinamento che spesso salgono agli onori della cronaca, fa meno notizia il rapporto dato tra le superfici verdi ed il numero di abitanti, che pone la città tra le prime in Italia, con una presenza di aree attrezzate, percorsi ginnici, aiuole, parchi, giardini e spazi verdi che vanta pochi altri esempi nel Bel Paese.
Torino è da sempre all’avanguardia anche per quanto riguarda la cura delle aiuole, i giardini botanici ed interessanti progetti per la salvaguardia ed il rinfoltimento del patrimonio boschivo, spesso purtoppo danneggiato da frane, alluvioni, smottamenti e dai lavori per la rivalutazione delle aree della città in via di trasformazione.
Ma ciò che stupisce di più e per certi versi inorgoglisce è vedere instaurarsi di nuovo un rapporto di simbiosi con i parchi e le aree verdi della città che va dai ritrovati giardini storici ai percorsi della collina e favorisce uno stile di vita sano e positivo dove tutti possono trovare il loro spazio e ritrovarsi.
Inoltre le lunghe piste ciclabili rendono accessibile a tutti questo patrimonio, permettendo a chi vuole di percorrere interamente la città, dalle nuove aree verdi delle zone periferiche alla collina, dal parco del Meisino al Valentino, solo per fare qualche esempio.
Ecco così il rifiorire la musica di strada all’interno dei parchi, accanto a chi magari ha soltanto voglia di trovare un angolo in cui coltivare una lettura piacevole, fare una passeggiata all’interno del cuore verde della propria città e tralasciare i problemi ed il frastuono a favore dei suoni rilassati della natura, risate e magari una chiacchierata con un amico incontrato per caso dopo tempo.

Luca Calderan

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