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Di Design-ovvero niente: l’ultima fatica letteraria di Michele Cafarelli

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“Ma è di design…”: quante volte avete sentito pronunciare questa frase, spesso accompagnata da un tono di sufficienza verso di voi, poveri ignari della meraviglia che avete davanti?

Bene, il 99% delle volte il termine “Design” è usato a sproposito. Michele Cafarelli, docente del politecnico di Torino, parte proprio dall’insofferenza per questo abuso, come afferma apertamente nella prefazione, per fare chiarezza sul termine e sul significato del disegno industriale; «Design vuol dire progetto. Design è innovazione e ricerca: scientifica, sociale ed espressiva». Con questo pretesto Cafarelli ci guida in un percorso tra i vari prodotti degli anni zero, inserendo oggetti popolari come di nicchia.

L’excursus sfiora quindi la produzione degli olandesi DROOG, quelle degli italiani Iacchetti e Ulian, così come l’iPhone o la tecnologia USB. Nella lista fanno bella figura anche i progetti piemontesi quali la scheda Arduino e, udite udite, l’accelerometro della Wii, ovvero il sensore di movimento del controller, ideato da STMicroelectronics di Ivrea.

DIDESIGN presenta progetti vari, anche lontanissimi dalla filosofia progettuale dell’autore del volume, con una grande oggettività. Un libro coraggioso, come afferma Walter Maria De Silva nell’introduzione, ma allo stesso tempo doveroso. Coadiuvato da un progetto grafico di gran gusto e fruibilità, Michele Cafarelli firma un ottimo volume, capace di parlare a tutti, non solo agli addetti ai lavori, e di fornire chiari “strumenti critici e criticabili per leggere la produzione degli anni zero”.

 

Michele Albera

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