Home Cronaca di Torino #salvaiciclisti, la campagna che pensa alla sicurezza dei ciclisti

#salvaiciclisti, la campagna che pensa alla sicurezza dei ciclisti

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E’ nata con uno scopo nobile ed encomiabile ed è diventata in pochissimo tempo un fenomeno virale che ha avuto come brodo colturale – e non poteva essere altrimenti – i social network, Twitter in primis.
Parliamo della campagna Salva i ciclisti, o forse dovremmo dire #salvaiciclisti. Apolitico ed apartitico #salvaiciclisti è un movimento nato come una costola dell’iniziativa Cities fit for cyclists lanciata dal Times per sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto le istituzioni sull’altissimo numero di ciclisti morti sulle strade italiane: 2.556 negli ultimi dieci anni.
Il manifesto in otto punti viene immediatamente ripreso dai blogger italiani e rilanciato su Twitter con l’hashtag #salvaiciclisti.
Come ogni fenomeno virale che si rispetti importanti quotidiani nazionali come la Gazzetta dello Sport, il Corriere della Sera, Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Paese Sera e il free press Metro impiegano poco tempo ad accorgersene e a rilanciarlo a loro volta sulle proprie pagine.
A poco più di una settimana dal lancio della campagna gli otto punti del manifesto diventano un disegno di legge sottoscritto da 60 parlamentari e da tutte le compagini politiche – Lega esclusa – attualmente in fase di discussione al Senato.
Il movimento mette a punto anche un’altra iniziativa, denominata Caro Sindaco. Ai primi cittadini delle città italiane viene chiesto un impegno concreto per favorire la ciclabilità ma soprattutto la sicurezza dei ciclisti. Rispondono positivamente Pisapia, Fassino, Renzi, De Magistris, Alemanno e le città di Reggio Emilia e Bologna.
Tante anche le adesioni dei vip tra cui si contano Margherita Hack, Jovanotti, Filippa Lagerback, Litfiba, Marc Augè e Susanna Tamaro.
Il 28 aprile scorso la campagna #salvaiciclisti è passata dal mondo virtuale della rete a quello reale della strada con la bicifestazione di Roma che si è svolta in contemporanea con quella di Londra e ha portato ai Fori Imperiali oltre 50mila persone in bicicletta.
Domenica 3 giugno a partire dal mattino la campagna #salvaiciclisti sarà protagonista del Bike Pride torinese, appuntamento dedicato all’orgoglio di essere ciclisti che da alcuni anni viene replicato con successo nella città della Mole. Semplice, diretto ed efficace il messaggio rivolto dagli organizzatori della manifestazione al sindaco Piero Fassino. “Invitiamo Fassino a pedalare con noi e a prendere un impegno concreto per la sicurezza dei ciclisti”.

Di seguito gli otto punti del manifesto #salvaiciclisti:

1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.

2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.

3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.

4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.

5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.

6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.

7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays

8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

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