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Niente serie A, i sogni del Cus Torino rimandati alla prossima stagione

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La serie A dovrà attendere Torino ancora un anno. Non sono bastati oltre 200 tifosi al seguito della squadra universitaria torinese per strappare ieri a Padova la promozione, nella gara di ritorno dei playoff. Il sogno si è infranto contro il Cus Padova, che ha battuto 10-3 (in pratica una meta di differenza) i biancoblu. La gara: coach Regan Sue schiera lo stesso quindici titolare di sette giorni fa, con l’unica eccezione del rientrante Iacob al posto di Cavallero come pilone sinistro. In campo dunque Musso estremo, Bizzotto e Tinebra ali, Colavito e Heymans centri, D’Angelo apertura, Jaluf mediano di mischia, Merlino, Calluso e Amadio in terza linea, Narcisi e Bandieri in seconda, Iacob e Agnetta piloni e Martina tallonatore. I biancoblu partono convinti e al 5′ D’Angelo sfrutta a dovere una punizione, ma questi saranno gli unici punti per i torinesi, che per 20 minuti mettono sotto pressione il Padova fin quando i padroni di casa, come un fulmine a ciel sereno, vanno in meta al minuto 25 con un’insistita azione di mischia nei cinque metri cussini. È’ un calcio piazzato di Colleselli a chiudere lo score prima del fischio di metà gara: per tutta la ripresa il Cus tenterà di realizzare la meta che significherebbe promozione, ma invano, considerate anche le due mete annullate dall’arbitro Stefano Roscini. Ai cussini resta l’amarezza di avere mancato l’obiettivo per differenza punti: «Questo esito – commenta il direttore sportivo Salvo Lo Greco – esalta, se possibile, ancora di più la nostra grande stagione. Prima di noi nessuna compagine torinese era venuta a dettare legge in Veneto. Ci sono state fatali due mischie, una all’andata, che ha propiziato la loro meta tecnica, e l’altra oggi».

Andrea Besenzoni
Foto:Marco Sofia

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