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Metropolitana,Ztl e mercati: Torino fa scuola nel mondo

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Dalla Corea e da Napoli all’ombra della Mole Antonelliana, Torino fa scuola in Italia e nel mondo per metropolitana e Zona a traffico limitato.

Se una volta primati e fiori all’occhiello ci venivano soffiati sotto il naso e senza tanti complimenti oggi si preferisce copiare. Torino sale così in cattedra, apre le sue porte al mondo e viene ammirata per lo spirito innovativo che sta alla base della sua rinascita.

Una piccola delegazione è approdata sulle sponde del Po dalla lontana cittadina sudcoreana di Uijeongbu per studiare da vicino la metropolitana automatica torinese, il gioiellino che molti additano come autentico modello cui ispirarsi. Ai tecnici comunali e a quelli del Gruppo Torinese Trasporti è così toccato fare da Cicerone agli omologhi asiatici, capeggiati dal sindaco della città sudcoreana.

L’amministrazione di Uijeongbu mira infatti a mutuare il sistema di trasporto metropolitano adottato da Torino con l’unica differenza che la metropolitana in salsa orientale dovrebbe essere capace di generare anche profitti. Nella Corea del Sud la gestione del trasporto pubblico è affidata ai privati, certamente propensi a massimizzare i profitti.

Metropolitana,Ztl e mercati: Torino fa scuola nel mondo

Dalle pendici del Vesuvio sono invece arrivati attestati di ammirazione per la Ztl, della quale invece i torinesi – soprattutto quelli motorizzati – si disferebbero volentieri.

Ottemperando ai desiderata del sindaco partenopeo Luigi De Magistris i tecnici sono arrivati a Torino per studiare approfonditamente la Zona a traffico limitato che si vorrebbe replicare a Napoli per rimediare ai cospicui flussi di traffico e all’inquinamento che ovviamente ne è la prima conseguenza.

L’intento di De Magistris è quello di realizzare la Ztl più grande d’Italia e per farlo ha deciso di studiare il modello Torino, così inviso agli automobilisti sabaudi e a certi politici autoctoni.

Torino però non è magistra vitae soltanto per quel che riguarda la viabilità. Il sistema torinese dei mercati rionali ha ammaliato gli amministratori di Detroit.

La nostra sorella automobilistica di Oltreoceano ha spedito a Torino una delegazione di urbanisti per studiare, uno ad uno, i 45 mercati rionali torinesi. Detroit somiglia molto alla Torino di 15 anni fa.

Un futuro industriale incerto rilanciato solo ultimamente dall’asse Fiat-Chrysler, un drastico decremento della popolazione, quartieri ormai disabitati e in balia del degrado e un tessuto sociale lacerato.

I mercati torinesi e il commercio di prossimità sono piaciuti per la funzione sociale, economica e culturale che esercitano e che si vorrebbe ricreare in Michigan per ridare slancio ad una città che porta i segni di una crisi ecomomica – e del comparto auto soprattutto – che sembra aver colpito più duramente che altrove.

 

Marco Gallo

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