Home Enogastronomia Eataly: il paradiso dei palati raffinati

Eataly: il paradiso dei palati raffinati

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Eataly, cuore gastronomico della città e sinonimo di italianità nasce nel 2007 in quello che si può considerare un altro cuore denso di storia e significato per la nostra penisola e per il capoluogo sabaudo, il Lingotto, casa della fiat. Un cuore nel cuore, Eataly, che spalanca le sue porte a tutti coloro che amano il cibo italiano ma che soprattutto vogliono fare “un’esperienza”. Qui oltre al market, dove è possibile riempire i carrelli con vari prodotti tipici doc e dop è possibile sedersi ad uno dei tanti tavoli dei vari ristorantini ospitati al suo interno. Si tratta di ristoranti a tema: “la carne”, “il pesce”, “la pasta”, “la verdura”, “la birra” ecc… C’è solo l’imbarazzo della scelta! Da quel 26 gennaio 2007 sono stati aperti altri 10 punti vendita Eataly tra Italia, Giappone e Stati Uniti. L’ultimo è stato inaugurato ad ottobre 2010 a Monticello d’Alba, in provincia di Cuneo. Una filosofia ispirata a parole chiave quali sostenibilità, responsabilità e condivisione e un’innovativa proposta di mercato fanno di Eataly il più grande centro enogastronomico del mondo: un modello originale di mercato in cui i prodotti di alta qualità della tradizione agroalimentare italiana non si comprano solo, ma si consumano e si studiano.
Lo spazio per la ristorazione, si articola in otto aree tematiche e offre la possibilità di degustare ogni giorno cibi di alta qualità direttamente sul posto oppure di portare a casa numerose specialità preparate direttamente dalla gastronomia. Certo, i prezzi, detto tra di noi, non sono quelli della taverna sotto casa, qui paghi la denominazione, il taglio della carne, il fatto che i frutti di quel gelato al pistacchio che stai gustando arrivino da un piccolo paese in Sicilia e il fatto che l’impasto della pizza sia irrorato con acque provenienti direttamente da fonti campane… Non a caso il motto di Eataly recita: “Alti cibi”… (Dunque…”Alti prezzi”?).
Fondata da Oscar Farinetti, già fondatore di UniEuro (poi ceduta ad una società britannica), Eataly rientra nel filone culturale di riscoperta delle radici enogastronomiche, rappresentato anche da Slow Food di Carlin Petrini. La società è controllata per il 60% da Oscar Farinetti e per il restante 40% da alcune cooperative del sistema Coop (Coop Liguria, Novacoop e Coop Adriatica). Lo spazio è nato dalla ristrutturazione di una vecchia fabbrica della Carpano. L’intento di questa grande azienda è quella di “democratizzare” la qualità alimentare rendendola più accessibile a tutti e non più un privilegio di una ristretta élite. Probabilmente, a mio avviso, considerare facilmente raggiungibile l’obiettivo di proporre i prodotti di Eataly al consumo delle masse è piuttosto ambizioso. Quello che, tuttavia, è sicuramente indiscutibile ed indubbio è che, anche solo una visita ad Eataly, offre “conoscenza”, è questa è già di per sé nutrimento per la nostra cultura italiana.

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