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Ugo Nespolo, l’eclettico artista che colora Torino

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Ugo Nespolo, eclettico artista biellese, è l’artefice delle immagini che decorano le fermate della metropolitana

Artista trasgressivo ed ironico, Ugo Nespolo nasce a Mosso, in provincia di Biella, nel 1941.

Il divertimento è alla base delle sue opere.

Nel periodo della sua formazione artistica ottiene il diploma all’Accademia Albertina.

Alla sua passione per l’arte affianca il grande interesse verso la semiologia laureandosi in lettere moderne.

Il suo esordio avviene negli anni Sessanta. L’uso di materiali inconsueti e la sperimentazione di tecniche lo pongono all’interno del concettualismo dell’Arte Povera e della Pop Art.

Tra i materiali utilizzati ci sono il legno, il metallo, il vetro, le stoffe, le ceramiche e le pietre preziose. Per quanto riguarda le tecniche, Nespolo ha sperimentato il ricamo e l’intarsio.

La sua missione, fedele alle avanguardie del tempo, lo porta a cimentarsi nelle più svariate forme d’arte indagando su nuovi elementi di comunicazione e di visualizzazione.

Il suo pensiero è quello di portare l’arte nella vita di tutti i giorni. Il suo intento era far calare l’artista nella realtà quotidiana. In pratica, l’artista doveva essere interprete dei bisogni e delle esigenze delle persone che lo circondano.

Così spazia dall’abbigliamento, all’arredamento, dal cinema, il teatro, la letteratura e discografia alla grafica pubblicitaria (come non ricordare la campagna curata per la Campari).

Nespolo si cimenta perfino nella creazione di manifesti per varie esposizioni o avvenimenti, tra cui quello per il Salone Internazionale dell’Auto di Torino e per il Giro d’Italia del 2003.

Nel 2000 realizza sempre nella nostra città un atelier personale, in una vecchia fabbrica abbandonata, contenitore delle sue opere più care.

Inoltre, a Torino, Nespolo ha curato la campagna per i trasporti pubblici. L’artista ha realizzato opere tematiche, rievocanti episodi della storia antica e moderna della città nelle stazioni della Metro.

Dunque, se possiamo ammirare queste opere, magari durante una corsa in metro, dobbiamo ringraziare il grande Ugo Nespolo.

Umberta P.D.B.

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