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Torino e il 45° parallelo

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Chiesa Gran Madre Torino
Chiesa Gran Madre Torino

Il fascino di Torino è innegabile in ogni momento della giornata, ma raggiunge il suo apice verso il crepuscolo, quando la luce man mano si fa più chiara e tinge di oro strade, chiese, monumenti. E’ in momenti come questi che si comprende a fondo la magia di questa città, e che le leggende e le credenze che da secoli scivolano tra le strade e i vicoletti si fanno più palpabili. Torino è considerata una città magica; sorta alla confluenza di due grandi fiumi, il Po e la Dora, Torino, insieme a Praga e Lione, fa parte del triangolo mondiale della magia bianca, ma è anche uno dei vertici del triangolo della magia nera insieme a Londra e a San Francisco. A partire da Piazza Statuto per arrivare fino alla Gran Madre di Dio, tutta la città è disseminata di segni celati sotto insospettabili vesti. Piazza Statuto, con il monumento ai caduti per la costruzione del Frejus, è considerato il punto di massima negatività della città, luogo in cui venivano messe in atto le esecuzioni capitali (l’antico nome della zona è Val Occisorum proprio per questo motivo). Volgendo lo sguardo in direzione di via Cibrario si può notare un piccolo obelisco bianco, seminascosto dalla vegetazione del giardinetto in cui è collocato: è l’obelisco voluto da Napoleone Bonaparte in onore del professor Beccaria che condusse degli studi geodetici importanti verso la fine del XVIII secolo. Sulla sua sommità si trova un astrolabio, che ha lo scopo di indicare il punto preciso del passaggio del 45°parallelo. Esso segnala la latitudine e si trova in un punto equidistante tra il Polo Nord e l’Equatore, esattamente 5000 km per parte, (anche se, per essere precisi,Torino si trova a 45,3° di latitudine nord). La Gran Madre di Dio invece è considerata il punto di massimo interesse esoterico positivo: si narra sia sorta su un antico tempio egizio dedicato al culto di Iside e del dio toro Api (curioso il nesso con il simbolo torinese per eccellenza); ai due lati dell’ingresso si trovano due statue, una rappresenta la Religione, l’altra la Fede; quest’ultima tiene in mano un calice, pare indichi la direzione in cui è custodito il Sacro Graal, la più celebre delle reliquie, e con lo sguardo sembra accarezzare la cupola del Guarini, in cui è custodita la Sacra Sindone. Le magie di Torino sono tante e ben narrate da Giuditta Dembech nei suoi volumi “Torino città magica”; a noi non resta che godere del fascino della nostra specialissima città.

Federica Cicerale

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