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Dead drops: una nuova curiosa moda

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Arriva dagli Stati Uniti la nuova tendenza in fatto di scambio di dati che sta contagiando il mondo intero. Si chiama Dead Drop e mira a realizzare un nuovo modo di comunicare e condividere informazioni partendo da una semplice chiavetta Usb. Una chiavetta Usb incastonata magari tra due mattoni.
Il concetto è davvero molto semplice. Ci sono delle chiavette Usb sparse in giro per le città, nascoste negli interstizi di un muro, in una cabina telefonica e in altri luoghi aperti al pubblico. Chiunque può passare, attaccarsi alla chiavetta Usb da un laptop, da uno smartphone o da qualsiasi dispositivo dotato di porta, consultare i dati contenuti nella chiavetta, prelevarli o depositandone altri.
Lo scopo di questa stravagante mania, mutuata da un’installazione dell’artista Aram Bartholl a New York, è ancora più semplice. Scambiare file audio, musica, immagini, documenti, poesie, racconti e tutto quello che può essere condensato in un documento informatico per realizzare il primo network peer to peer anonimo nei luoghi pubblici.
Una tendenza che si basa sulla partecipazione di tutti. Chiunque infatti può installare una chiavetta, basta che lo segnali alla comunità web che ha già da tempo predisposto dei registri con foto, coordinate, indirizzo e punto esatto in cui si trova la chiavetta.
Non fa eccezione nemmeno Torino dove secondo il database consultabile sul sito www.deaddrops.com le chiavette Usb sono ben cinque. Una in via Saluzzo 21, un’altra in via Delle Orfane 30/a, una tra i mattoni del Borgo Medioevale accanto all’ingresso laterale, una in via Silvio Pellico e l’ultima in piazza Vittorio Veneto 18. Il database è in continuo aggiornamento e sono sempre di più i punti della città in cui spuntano le chiavette Usb. A voi scoprire cosa contengono e magari aggiungere qualcosa di vostro.

Andrea Rosso

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