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Il Miracolo del Monte: Dio veglia su Torino

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Il grande Napoleone soleva dire “Dio sta dalla parte di chi dispone dell’artiglieria migliore”.

I torinesi assediati per ben due volte forse non disponevano dell’artiglieria migliore ma potevano certamente contare su baluardi e bastioni divini. Se nel celebre assedio del 1706 la Consolata rimase indenne alle cannonate preservando al contempo la città, in quello del 1640 un altro prodigio, conosciuto come il “Miracolo del Monte” diede segno di una presenza divina che lottava al fianco dei piemontesi.

La disputa per la successione di Vittorio Amedeo I si era trasformata in una guerra franco-spagnola contro Torino e nel maggio del 1640 i francesi penetrarono nella città seguendo il Po e giunti nell’odierno Borgo Po capirono subito le potenzialità strategiche del Monte dei Cappuccini.

Il conte d’Harcourt che comandava l’esercito francese diede ordine di espugnare il monte e di prendere possesso del monastero di Santa Maria del Monte. Leggenda vuole che durante il saccheggio della chiesa una lingua di fuoco sia improvvisamente scaturita dall’altare investendo un soldato francese che aveva messo le mani sulla pisside contenente le ostie e ustionando il viso del sacrilego che tra lancinanti dolori si sarebbe messo a gridare “Mon Dieu, mon Dieu”.

Terrorizzati dall’avverso segnale divino gli assedianti francesi rinunciarono al saccheggio del monte.

Il salvifico prodigio celeste è tuttora ricordato da un quadro esposto nella chiesa così come i colpi di baionetta e i segni del fuoco sul tabernacolo rimandano agli orrori del saccheggio.

Benché non riconosciuto come miracolo dalla Chiesa il prodigio del Monte dei Cappuccini ha alimentato una furiosa diatriba tra gli storici, divisi fra chi riconosce natura miracolosa all’evento e chi invece lo derubrica alla banale esplosione accidentale di una fiaschetta di polvere da sparo.

I torinesi invece non hanno dubbi e le dispute preferiscono lasciarle agli studiosi. Per essi quello del Monte è un miracolo, un segno di quella presenza divina che si sarebbe poi manifestata nel 1706 e in altre occasioni, in un’eterna lotta con il lato oscuro di Torino, quello esoterico.

Andrea Rosso

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