Home Spettacoli La camicia: un’invenzione non made in To

La camicia: un’invenzione non made in To

16
SHARE

Un graffito preistorico è il primo segno della sua presenza nella vita dell’uomo: il profilo di un semplice pezzo di pelle, interrotto da un taglio grande abbastanza da far passare la testa, a riparo del busto.

Da allora la camicia ha vestito uomini e donne di paesi ed epoche diverse, di tutte le età e di tutte le classi sociali, con duttilità e fantasia, dalla discrezione del mero capo di biancheria intima fino alla sacralità o allo sfarzo dell’abito da cerimonia.
La camicia da uomo ha origini molto antiche anche se la sua forma attuale prese vita solo alla fine del XIX secolo.
Fino al 1871, quando la ditta Brown, Davis & Co depositò il primo modello di camicia con abbottonatura sul davanti, prima la camicia veniva infilata dalla testa.
Per tutto il XVIII secolo era considerata rigorosamente un indumento intimo, ancora oggi, soprattutto se in presenza di signore, si ritiene una mancanza di rispetto togliersi la giacca se non richiesto, il fatto indica che la camicia non può nascondere la sua vera origine.
Questa regola oggi è in parte superata, ovviamente in circostanze ufficiali è tuttora inammissibile presentarsi in manica di camicia.
Fino alla fine del XIX secolo la camicia bianca era considerata simbolo di benessere ed agiatezza, solo persone benestanti infatti potevano permettersi di far lavare con buona frequenza le camicie e di averne un cospicuo numero per cambiarle spesso.
La camicia bianca poteva essere indossata solo dal gentleman, da un nobile o da persona appartenente all’alta borghesia, svolgendo ogni altro tipo di lavoro manuale il bianco candore sarebbe stato inevitabilmente compromesso!

A quei tempi segnare l’appartenenza di ceto era una essenziale funzione comunicativa del vestito.
La camicia come più in generale la moda è un prodotto della divisione in classi, la cui doppia funzione è di comprendere in sé una cerchia e nello stesso tempo di separarla dalle altre.
Le camicie a righe divennero di moda solo nel secolo scorso e faticarono non poco ad affermarsi nel guardaroba classico da lavoro, oggi invece sono un must per chi cerca un’alternativa alle tinte unite.
Quelle a quadri invece destarono sempre il sospetto, e a dire il vero anche oggi sono oggetto di perplessità, che fossero usate per camuffare eventuali macchie, si trovò poi il compromesso dell’uso di camicie colorate con collo e polsi bianchi tuttora discretamente apprezzato.
Passando al collo, originariamente era quasi unicamente alla “coreana”, si passò poi al colletto “rovesciabile” a partire dagli anni Trenta usato solo con smoking e frac, entrambi i colli avevano una parte removibile che consentiva di lavare solo il collo preservando il resto della camicia.
Questa caratteristica consentiva anche di variare modello di collo così da dare l’idea di possedere molte camicie, anche oggi permane la prassi di far cambiare collo e polsi una volta usurati … ovviamente il vero gentleman poco si interessa a questi aspetti della camicia potendo annoverare nel suo armadio parecchi, splendidi esemplari.

Andrea Gervasio

Commenti

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here