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Due passi per Torino con Gustavo Rol

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Passeggiando per le vie di Torino capita non di rado di veder far capolino le scritte ROL sui muri del quadrilatero e di molte altre zone della città, quasi fossero tracce dello spirito intelligente che separa e contraddistingue l’uomo di cui parlava Gustavo Adolfo Rol.

Fa piacere pensare che lo spirito ironico e provocatore del maestro Rol si manifesti ancora per le vie di Torino, quasi a voler dimostrare di poter ancora stupire e influenzare anche gli artisti di graffiti e street art.

Proviamo perciò a rivedere le parole di Rol in quest’ottica, tenendo in considerazione la città di Torino come scenario naturale. Partiamo ad esempio dalla sua profezia più famosa del luglio 1927:

“Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale ed il calore.
Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura”

Si potrebbe addurre il tutto all’alone esoterico a cui molti vorrebbero ricondurre ogni sua frase, tuttavia potrebbe essere forse più interessante rivedere le posizioni considerando due fattori che spesso vengono trascurati, ovvero il fatto che fosse anche un artista ed un violinista.

Perciò penso possa risultare interessante riscoprire il mondo con gli occhi di un pittore e di un musicista e specchiarsi nella sua sensibilità capace di spaventarsi per la forza della natura che è capace di agire su di noi con regole perfette, armoniche e persuasive che rimandano a sensazioni e consentono viaggi mentali ed astrazioni piacevoli o di ricerca, senza ricercare percorsi oscuri o significati nascosti.

Il verde come colore di mezzo è la naturale composizione di giallo e blu, ovvero i colori di Torino.

Con la sensibilità e gli occhi di un pittore questi colori possono generare proiezioni e punti di vista più sentiti.

E da lì Rol andava ad esplorare il nero e il rosso.

Due passi per Torino con Gustavo Rol

Qualcuno ha voluto associare per forza la cosa ad un piano esoterico, ma già la ricerca di sensazioni nei colori e nella facoltà di generare sensazioni nelle persone a seconda delle sensibilità potrebbe essere un ottimo punto di partenza. Anche perché la luce ha in sé queste tonalità che agiscono probabilmente su tutti, senza andare per forza sui discorsi legati ai chakra e al paranormale.

Lo stesso vale per la quinta nota, la dominante che trasmette calore e completa il suono della nota di partenza della scala.

Per un violinista degli anni 20 dev’essere stato di incredibile potenza scoprire le sensazioni di un accordo basato sulla prima e la quinta nota, ovvero quelli che oggi chiamiamo accordo di dominante o power chord e che regolano buona parte della musica moderna e che ben conoscono tutti i chitarristi.

Questo accordo è stato introdotto ai tempi del barocco e si possono basare costruzioni e viaggi legati alle scale orientali, alle ricerche di Bach, di Mozart, o andando più avanti agli esperimenti di Zappa o ai viaggi di Hendrix e dei Doors ma sono tutte percezioni percepite e trasportate in musica, non si possono generare o creare a tavolino.

I musicisti e gli autori hanno percepito sensazioni che hanno trascritto e associato ad immagini e a situazioni.

Rol associava infine al verde alla quinta musicale il calore, dato dalle vibrazioni, però anche lì si possono esaminare le sensazioni, le percezioni, ma nessuno sa perché la musica abbia tali regole e perché agiscano in quel modo sulla psiche e sulle sensazioni delle persone.

Due passi per Torino con Gustavo Rol
Se partiamo da Schopenhauer o anche prima dall’idea di Kant della cosa in sé e della metafisica, è possibile riprendere le parole di Rol, separandole dall’alone esoterico a cui lo si vuole per forza associare, rivedendo il suo discorso come una ricerca del rapporto tra l’uomo e le forze della natura e del mondo che lo circonda.

Se a ciò aggiungiamo i passi avanti fatti dal mentalismo moderno e da tutta la scuola della Pnl nonché dalla scuola della musicoterapica e cromoterapia scopriamo che questi concetti potrebbero diventare più utili se applicati in modo libero e senza voler dominare la natura, ma scoprendosi sensibili alle sfumature della luce e della musica come se vedessimo di nuovo il mondo con gli occhi di un bambino, capaci di spaventarci e stupirci per la forza della natura e del modo in cui ci influenza anche quando pensiamo di muoverci su binari sicuri e con leggi certe.

Ciò che resta da fare è recuperare la voglia di stupirsi provando a vedere i colori e la musica con gli occhi degli artisti e lasciarsi trasportare.

 

Luca Calderan

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