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Mestre Pelè ed i suoi allievi, stasera, alla scoperta dei “valori” della capoeira

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La tratta degli schiavi neri dall’Africa, il lavoro massacrante nelle piantagioni di canna da zucchero del Brasile, il clangore dei ceppi e delle catene, i tentativi di ribellione, l’anelito di libertà, la danza jongo come unico antidoto alla ferocia della schiavitù, l’invocazione agli Orixà.

Emozioni e retaggi di un passato difficile che rivivranno questa sera alle 20.30, al ristorante Brasileirinho in strada delle Cacce 20, nello spettacolo di capoeira interpretato dal mestre Pelè – uno dei più fulgidi interpreti di questa pittoresca quanto spettacolare danza – e dai suoi allievi.

Lo spettacolo, che rientra nel festival dedicato alla capoeira ospitato in questi giorni dalla nostra città, ripercorre la storia della schiavitù in Brasile e la nascita della danza come risposta alla difficile esistenza nelle piantagioni.

Un filo rosso che parte dal maculelè con i machete per approdare alla capoeira passando per la danza afro-brasiliana. Il tutto interpretato magistralmente dagli allievi del mestre Pelè che a questa disciplina ha dedicato la sua vita.

Mestre Pelè ed i suoi allievi, stasera, alla scoperta dei "valori" della capoeira

E per comprendere a fondo i valori della capoeira basta prestare attenzione agli insegnamenti di Pelè. “La capoeira è un modo di conoscere gente, stare con persone diverse e divertirsi – spiega raggiante – la capoeira è una lotta per la libertà, è danza, musica e condivisione”. Un qualcosa che, come aggiunge il mestre Pelè, “vem do coracao”, “viene dal cuore”.

Nè arte marziale, né propriamente danza la capoeira è un insieme di lotta, malizia, astuzia e abilità in cui l’apparente violenza dei colpi che si perdono nell’aria è un espediente per raccontare la vita di privazioni e soprusi degli schiavi africani deportati in Brasile.

“La cosa più importante è lo scambio con persone di altri paesi – prosegue Pelè – la capoeira è nata in Brasile ma ha assorbito varie culture, per questo insegna a rispettare le differenze non a far finta che non ci siano”.

Quella di oggi sarà un’altra giornata all’insegna della capoeira nella palestra Zumaglia di via Zumaglia 41 dove si terranno anche la cerimonia del “Batizado” per i nuovi allievi e il cambio di corda per premiare i più esperti. In serata i riflettori saranno puntati sullo spettacolo, vanto ed orgoglio per il mestre Pelè. “Rappresenta un impegno, un’evoluzione nel lavoro che faccio con i miei allievi – dopo la mia formadura, quando sono diventato mestre, mi sono sentito più motivato a cercare uno spazio e a proporlo”.

F.R.

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