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Il “Sogno” di Shakespeare per i giovani allievi del liceo Teatro Nuovo

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I giovani talenti della Junior Company Liceo Teatro Nuovo e dei corsi professionali TNT tornano sul palco del teatro Erba di Torino fino al 22 aprile, protagonisti di una nuova edizione del capolavoro shakespeariano: Sogno di una notte di mezza estate, una delle prime commedie scritte dal drammaturgo inglese, ma anche una tra le più rappresentate nei teatri di tutto il mondo. I giovani protagonisti sono affiancati dal beniamino della Compagnia Torino Spettacoli, Mario Acampa (nel doppio ruolo di Teseo, Duca di Atene, e di Oberon), e dalla brava Silvia Barbero (Ippolita/Titania).
La regia è di Enrico Fasella.

La trama principale si snoda attorno alle vicende amorose di Ermia e Lisandro e di Elena e Demetrio, le cui avventure sentimentali sono complicate dall’entrata in scena di Oberon e Titania, re e regina delle fate i quali, tramite il folletto Puck, creano scompiglio tra i sentimenti degli amanti.
La notte di mezza estate è una notte magica in cui si contrappongono tre mondi: il mondo della realtà – quello di Teseo, Ippolita e la corte – il mondo della rappresentazione e il mondo della fantasia, quello degli spiriti e delle ombre. Ciascun mondo ha un suo linguaggio ben distinto, caratterizzato in questa versione da alcuni celebri motivi stranieri, ricorrenti nel corso della commedia, tradotti in italiano in modo parodistico. E così si riascoltano piacevolmente originali traduzioni di brani come “Let’s Do It (Let’s Fall in Love)”, di Cole Porter, e “Consider Yourself”, tratto dal musical Oliver! Scelte apprezzate sul piano musicale, pur se a livello vocale gli allievi risultano ancora acerbi.

La resa del testo risente di una recitazione ancora troppo impostata (non si capisce se sia voluto o meno, n.d.r.) nonostante il divertente ed efficace espediente dell’uso di vari dialetti nelle scene in cui sono protagonisti gli artigiani.
Rispetto al Romeo e Giulietta delle scorse stagioni, sempre curato da Fasella, in questo allestimento i protagonisti si divertono meno, ma trasmettono comunque al pubblico una passione verace che scatena ripetuti applausi a scena aperta.

R.M.

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