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Torneo delle Regioni, si salva solo il calcio femminile

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rappresentanza femminile Piemonte Calcio
rappresentanza femminile Piemonte Calcio

Alla Rappresentativa femminile di calcio a 11 non riesce il miracolo dei tre allori consecutivi.

La spedizione lucana avrebbe potuto portare in bacheca il terzo trofeo di fila, battendo il record piemontese finora detenuto dalla selezione Juniores che ha vinto un Torneo delle Regioni dietro l’altro nel 2007 e 2008. Primato soltanto eguagliato dal calcio femminile, che ha trionfato nel 2010 in Umbria (finale vinta contro il Veneto a Perugia) e nel 2011 in terra laziale (padrone di casa battute a Frosinone), senza però riuscire a raggiungere l’agognato tris quest’anno.
L’impresa sembrava difficile sin dalla vigilia: la Rapp ha perso per strada ben otto tra le undici titolari della finale di Frosinone dello scorso anno, privandosi delle colonne portanti delle precedenti due annate come l’ex capitano Chialvo ormai fuori età, la squalificata Leto e il gruppo del Romagnano promosso in A2 (Bevilacqua, Buccella, De Nicolò, Medina, Graziotto, ossia la spina dorsale della formazione titolare, oltre a Zignone, da quest’anno nazionale under 17, e Piana, entrambe in Rapp nel 2011 ma non nel 2010). Nuovo anche il tecnico: Francesco Foderaro ha ereditato la panchina lasciata vacante da Antonio De Caroli.
Una sfida proibitiva, resa “mission impossible” dalla crudele composizione del girone, che comprendeva Piemonte, Lazio e Liguria, tre delle quattro semifinaliste (di cui due finaliste) dello scorso anno, insieme a Sicilia, semifinalista due anni fa, e Marche, soltanto in teoria “Cenerentola” del raggruppamento, in pratica formazione rinforzata e tosta poiché composta interamente da ragazze che militano in due squadre neo-retrocesse dalla A2.

Alla ragazze di Foderaro non sono però mancati grinta e spirito di gruppo. Con capitan Zabellan brava a prendere per mano il gruppo, il Piemonte all’esordio batte 4-1 quella Sicilia che finirà il torneo a quota 0. Segue un’altra vittoria nella riedizione della finale di Frosinone, contro il Lazio. Sei punti in due partite fanno sperare ma in realtà illudono: alla quarta giornata (la terza per il Piemonte) arriva lo scialbo pareggio a reti bianche contro le Marche. Un successo delle ragazze di Foderaro avrebbe regalato con un turno d’anticipo la matematica certezza delle semifinali, invece giungono solo brutte notizie: torneo finito per Zabellan, che si procura una distorsione alla caviglia, e Toscano, che si fa male ad una spalla. L’organico, già rimaneggiato, perde quindi altre due pedine fondamentali: le due infortunate sono infatti, insieme al portiere Malosti, le uniche reduci della formazione titolare scesa in campo nella finale 2011, e quindi tra le principale trascinatrici. Esce malconcia dalla gara contro le Marche pure Emanuela Bianco, eroina delle finali 2010 (spettacolare e decisivo gol del 2-1 contro il Veneto nei tempi supplementari) e 2011 (rete del 4-2 definitivo in pieno recupero, poco dopo il secondo gol del Lazio che aveva pericolosamente accorciato le distanze), nelle quali aveva deciso il risultato pur entrando dalla panchina. In queste condizioni, il Piemonte è costretto a giocarsi la gara decisiva contro la temibile Liguria. Tra decisioni arbitrali contestate, come il discutibile rigore concesso alla Liguria e trasformato da Papaleo in apertura di gara e il solare penalty non accordato al Piemonte per un atterramento in piena area ai danni di Mellano, finisce 1-1. Un risultato che sarebbe sufficiente se dall’altro campo non arrivassero brutte notizie: il Lazio batte 2-0 le Marche e si porta a quota 9, scavalcando di un punto Zabellan e compagne. Eliminazione bruciante, ragazze in lacrime. In semifinale approda la Rapp del Lazio, che pure era stata sconfitta.

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Ma ancora una volta, come sempre negli ultimi tre anni, è stato il calcio femminile a salvare l’onore della regione.

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