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Siamo una regione di navigatori

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Piemonte rapporto internet
Piemonte rapporto internet

Sono sempre di più i piemontesi in possesso di una connessione ad Internet, bene la Pubblica Amministrazione, ferma invece l’impresa.

All’alba del 2012 i piemontesi si scoprono un popolo di incalliti navigatori. Lo rivela il settimo rapporto sulle Ict stilato dall’Ires Piemonte.

Il 72% delle famiglie piemontesi (+4% rispetto al 2009) possiede una connessione domestica ad Internet, nel 96% dei casi questa è a banda larga.

Notevolmente aumentato anche il numero degli utenti Internet, passato dal 51% del 2009 al 64,6% del 2011. La maggior parte degli utenti piemontesi utilizza il web per comunicare e stare in contatto ma cresce il numero di chi ricorre agli acquisti online.

Inferiori al 20% i piemontesi che utilizzano smartphone e Internet Key.

Il 24,7% ha dichiarato invece di aver fatto uso almeno una volta di un hot spot wi-fi gratuito. Il 63% di questi si è connesso sul territorio regionale prevalentemente da scuole e università (48%) e da bar o ristoranti (39%).

Un dato questo destinato a crescere sensibilmente vista l’implementazione dei punti di accesso gratuiti pensata dalla città. Dati incoraggianti anche per l’utilizzo finalizzato all’interazione con la Pubblica Amministrazione. Il 78% dei piemontesi ha visitato il sito del proprio comune.

Siamo una regione di navigatori

Il 98,3% dei comuni piemontesi è dotato di un sito Internet o di una pagina informativa (erano il 78% nel 2009, l’87% nel 2010). Ne sono sprovvisti soltanto 21 comuni, tutti sotto i 5mila abitanti.

Comuni e pubbliche amministrazioni che diventano sempre più “social”.

Sono ben 48 i comuni piemontesi – erano 26 nel 2009 – che dispongono sul proprio sito di un reindirizzamento a Facebook mentre sono diminuiti, da 78 a 75 i comuni con una pagina ufficiale sul popolare social network.

Proliferano invece le pagine “non ufficiali”, ovvero quelle aperte da comuni cittadini e sulle quali è possibile trovare notizie e informazioni utili postate dagli internauti. Ancora pochi invece i comuni che si affacciano sull’altro social network di massa, Twitter.

Il 17,5% (16% nel 2009) offre la traduzione in almeno un’altra lingua del proprio sito. L’88% dei comuni invece offre almeno un servizio online (80% nel 2009). In 702 comuni è possibile pagare l’Imu online e un solo comune, quello di Torino, consente il pagamento delle contravvenzioni via web.

Il lamento di dolore proviene dal mondo dell’impresa dove la situazione è ferma sostanzialmente ai livelli del 2005-2006 quando si poteva parlare addirittura di avanguardia europea.

Soltanto il 50% delle imprese piemontesi ha investito in tecnologie Internet e sono pochissime quelle che ritengono strategica un’interazione online con la clientela.

Avvertito come un sicuro beneficio ma anche come un costo importante da sostenere Internet viene considerato dalle imprese piemontesi come uno strumento di comunicazione interna. Un dato sul quale ha giocato un ruolo fondamentale e nefasto la perdurante crisi economica.

 

Marco Gallo

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