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Circoscrizione 2: un bike sharing incompatibile con resto della città

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Le stazioni del Bike Sharing sono ormai diffuse in quasi tutta la città, presto potrebbero arrivare anche in periferia e le biciclette gialle del To Bike sono diventate per molti una piacevole alternativa ad auto e mezzi pubblici. Se però doveste per caso imbattervi in postazioni diverse con biciclette diverse – livrea rossa e non giallo-blu come quelle del To Bike – non preoccupatevi, è il Bike Sharing “fai da te” della circoscrizione Due.

Qualche parola può essere utile soprattutto per spiegare il funzionamento del sistema che appare come la cervellotica scelta di qualche sprovveduto amministratore.

Il progetto è stato finanziato con i fondi rimanenti del progetto Urban e ha portato all’installazione di stazioni alla cascina Giajone, alla cascina Roccafranca, al parco Rignon, in via Filadelfia, in alcune scuole della circoscrizione e al Centro Dentro.

Una scelta arrivata mentre i bandi per il bike sharing del Comune continuavano ad andare deserti e dotata peraltro di scarsa lungimiranza.

Torino Circoscrizione 2: un bike sharing incompatibile con resto della città

Per usufruire del servizio è sufficiente acquistare presso la sede della circoscrizione Due una apposita chiavetta al costo di cinque euro.

La bicicletta può essere prelevata in qualsiasi stazione ma qui viene il bello. La bicicletta può essere riposta solo ed esclusivamente nella stazione in cui è stata prelevata, vanificando di fatto la ragione d’essere del bike sharing.

Un’altra contraddizione si è scoperta non appena sono entrate in funzione le stazioni del To Bike. Le biciclette della circoscrizione Due sono, come era facile immaginare, incompatibili con le stazioni del bike sharing urbano e quindi chi le utilizza non può pensare di prelevarle ad esempio al parco Rignon e parcheggiarle poi in piazza Castello, nemmeno per qualche istante.

Eppure il progetto “Liberalabici”, finanziato appunto con un capitolo di spesa del progetto Urban mirava a realizzare un sistema virtuoso di viabilità ciclabile all’interno della circoscrizione Due che magari potesse disincentivare, insieme all’istituzione della zona 30, l’utilizzo delle automobili. Inutile dire che così non è stato visto poi l’avvento del bike sharing cittadino.

L’unica consolazione, se possiamo davvero chiamarla così, è che la chiave di sblocco è utilizzabile in altre città italiane che hanno installato lo stesso servizio.

 

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