Home Cronaca di Torino Ospedale Valdese: quale futuro?

Ospedale Valdese: quale futuro?

18
SHARE
Torino Ospedale Valdese: quale futuro?
Torino Ospedale Valdese: quale futuro?

Basterebbero i numeri e il curriculum per salvare dalla chiusura o dalla riconversione l’ospedale Valdese

. Il piccolo nosocomio di San Salvario, ceduto nel 2004 dalla Tavola Valdese alla Regione Piemonte, effettua circa 4mila chemioterapie l’anno, 6.500 interventi di senologia, 200 interventi chirurgici a settimana, 2mila interventi oculistici l’anno. La riabilitazione cardiologica, reparto di fondamentale importanza, è l’unica rimasta in tutta la città.

Eppure, nonostante i numeri e nonostante due accordi firmati nel 2005 dal presidente Ghigo e nel 2007 dalla presidente Bresso con la Tavola Valdese – accordi con cui la Regione si impegnava a <garantire ed implementare i servizi offerti dall’ospedale – negli ultimi due anni residenti e personale hanno dovuto assistere inermi ad un progressivo smantellamento.

L’ospedale ha iniziato a perdere un “pezzo” dopo l’altro.

A giugno è stata chiusa la farmacia, trasferita poi al Martini e a fine 2012 andranno in scadenza i service esterni che garantiscono numerose prestazioni all’interno della struttura.

Torino Ospedale Valdese: quale futuro?

Residenti, pazienti, personale medico ed infermieristico, la circoscrizione si sono mobilitati dall’estate scorsa per capire le sorti di questa eccellenza sanitaria torinese.

La Regione però è rimasta chiusa in un silenzio assoluto e ogni tentativo di avere risposte o chiarimenti è andato a vuoto. Soltanto in campagna elettorale il presidente Cota è intervenuto per rassicurare tutti sul futuro del Valdese.

Appena il tempo di chiudere le urne però e lo scenario è cambiato.

Le voci hanno continuato a susseguirsi, ogni volta smentendo le notizie precedenti e aumentando la preoccupazione del comitato nato per salvare il Valdese.

L’ultima pagina di questa storia che sembra non dover mai finire è stata scritta martedì scorso quando la circoscrizione ha convocato un consiglio aperto invitando anche l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Monferino.

Assessore che non si è presentato lasciando i presenti a discutere e a ribadire dubbi, perplessità, paure ripetute allo sfinimento.

Nella lettera inviata al presidente della Levi l’assessore ha spiegato che il Valdese si avvia a diventare una struttura per la post-acuzie con conservazione degli ambulatori diurni. Insomma, esattamente quello che tutti temevano.

La Redazione di Mole24

 

 

 

 

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here