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“I promessi sposi”, oggi come ieri, sul palco dell’Alfieri di Torino

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Dopo il debutto allo Stadio di San Siro nel giugno 2010 e un tour nei teatri delle principali città italiane, arriva al Teatro Alfieri, uno degli aventi più attesi della stagione 2011/2012 di Torino Spettacoli: I promessi sposi, di Michele Guardì, con le musiche di Pippo Flora. Gli autori l’hanno chiamata “opera moderna”, ma è da notare che, nel complesso, questo lavoro resta assai fedele, alla traccia manzoniana, al punto che, uscendo dalla sala, si percepisce, nei commenti del pubblico la soddisfazione per averci ricordato, attraverso questo spettacolo, la matrice religiosa dell’opera, che non scade più di tanto nel racconto di una – peraltro bellissima – travagliata storia d’amore.

I concetti-chiave rimangono quelli, “corsi e ricorsi che tornano, oggi come ieri”: Potere (“la forza senza logica/che ordina e non spiega”), Giustizia, Libertà, Provvidenza, Pietà, Misericordia, Perdono, Grazia, ma soprattutto Amore. Sul palcoscenico vivono di vita propria grazie alle scene di Gaetano Ricceri e alle luci di Marco Macrini; anche se, chi ha avuto la fortuna di assistere al debutto di San Siro nel 2010 o ha visto lo spettacolo agli Arcimboldi di Milano, rimpiange la riproduzione quasi a grandezza naturale del Duomo, che campeggiava sul palcoscenico salutando l’arrivo a Milano di Renzo, sostituita in questo tour da un telo e da una proiezione luminosa.

Il cast risulta di primissimo ordine, per chi è avvezzo al filone delle cosiddette opere popolari o moderne, come in questo caso: oltre a Noemi Smorra – vista nella fiction Elisa di Rivombrosa – che veste i panni della dolce Lucia, ritroviamo infatti sul palcoscenico i grandi protagonisti dei successi teatrali firmati Riccardo Cocciante o Lucio Dalla (Notre Dame de Paris e Tosca, amore disperato): Graziano Galatone (Renzo), Vittorio Matteucci (l’Innominato), Rosalia Misseri (la Monaca di Monza) e la partecipazione straordinaria di Giò Di Tonno, nei panni di un vigoroso e spietato Don Rodrigo, al quale i numerosi studenti presenti in sala hanno tributato gli applausi più consistenti, condivisi – non a caso – con gli interpreti di Don Abbondio e la Monaca di Monza.

Suscitano momenti di grande commozione – durante i quali è soprattutto la musica a parlare Christian Gravina, nel doppio ruolo di Fra’ Cristoforo e del Cardinale Borromeo, e Chiara Luppi nel toccante ruolo della Madre di Cecilia, una bambina strappata alla vita dalla peste. La Provvidenza e il Perdono divini esplodono nella preghiera finale del Padre Nostro, che accompagna la pioggia (vera sul palcoscenico) che lava dal peccato e annuncia la fine della peste.

In replica fino al 18 marzo a Torino, lo spettacolo concluderà il tour a Milano, presso il Teatro degli Arcimboldi, dal 22 al 25 marzo.

Roberto Mazzone

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