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Toro – Verona: una partita nata male e finita peggio

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Era la partita più attesa, una febbre di tifo che in pochi giorni ha polverizzato 20.560 biglietti, infrangendo ogni record stagionale, erano state distribuite trombette e ventagli granata per le coreografie.

Doveva essere la partita della svolta, quella che voleva dire mini fuga invece è stata una vera umiliazione.

Subire, anzi più giusto regalare, quattro gol alla compagine scaligera è stato deludente. Una partita che come aveva previsto il mister Ventura è stata presa troppo sotto gamba, con poca cattiveria agonistica e senza orgoglio.

Gran merito all’allenatore veronese, nonché ex prodotto del vivaio granata, Mandorlini che ha imbastito una formazione al limite della perfezione; ha schiacciato il centrocampo granata, aperto varchi nella difesa meno battuta della cadetteria e soprattutto è riuscita nel difficile compito di uscire con il bottino pieno dal Comunale, in quello stadio i granata erano imbattuti dalla prima di campionato.

Ma si sentiva già nell’aria che sarebbe andata male, bastava vedere i giocatori locale come con troppa poca cattiveria fraseggiava a metà campo quasi a voler dimostrare la loro superiorità.

Dopo neanche un tempo, il Toro era sotto di due gol e solo grazie agli interventi di Benussi non ha rischiato di capitolare. Nella ripresa la musica non cambia anzi peggiora con altre due marcature, solo per l’orgoglio i padroni di casa segnano con Sgrigna.

Toro - Verona: una partita nata male e finita peggio

 

Ma quello che non è piaciuto durante il match sono stati i quasi due mila tifosi scaligeri venuti da Verona che hanno inneggiato più volte al dittatore tedesco Adolf Hitler, hanno ripetutamente lanciati ululati e cori razzisti al difensore centrale della Nazionale Italiana, Ogbonna, e al compagno di squadra Oduamadi e cantato sui morti di Superga.

Il rispetto di questa tifoseria è pari al nulla, la FIGC ha anche istruito, in comune accordo con la federazione Arbitri Italiani, che in caso di cori razzisti ripetuti, e loro sono famosi per questo, la partita deve essere sospesa e assegnare la vittoria a tavolino alla squadra discriminata. Ma se esiste una legge perché nessuno la esegue? Forse dopo un paio di sconfitte la smettono di ululare come animali?

Una squadra con una tifoseria così merita veramente di salire?

Se fosse per la squadra, per quello fatto vedere in campo si, ma per lo spettacolo nel settore ospiti proprio no.

Ora i granata sono impegnati in due importanti sfide, sabato a Castellamare di Stabia contro le vespe della Juve e poi in casa contro il Gubbio di Simoni, che nel girone d’andata fu la prima compagine ha sconfiggere il Toro in trasferta.

Gli uomini di Ventura hanno due punti di ritardo dalla vetta, e altrettanti dal terzo posto. Questo scontro diretto ormai è passato, pensiamo ai prossimi, perché la compagine di Torino ha tutto per vincere il campionato, deve solo essere meno sprecona sotto porta è tirare fuori la forza da squadra da Top Player.

A.B.

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