Home Teatro L’amara ironia di “Una coppia di svitati”

L’amara ironia di “Una coppia di svitati”

2
SHARE

Dopo il debutto dell’anno scorso al teatro Araldo di Torino, torna in scena – questa volta al San Paolo di Rivoli, per la rassegna “Atmosfere instabili” – Una coppia di svitati, un testo agrodolce e toccante firmato dal commediografo americano.

Herb Gardner, dal quale nel 1996 è stata tratta una versione cinematografica – poco conosciuta perfino in America – con protagonisti Walter Matthau e Ossie Davis.

I protagonisti della commedia sono due sventurati vecchietti: il primo, un settantunenne nevrotico, fantasioso e chiacchierone, convinto di avere una personalità irresistibile, il cui più grande incubo è quello di essere internato in un centro per anziani. L’altro, che ogni giorno divide con lui una panchina a Central Park è un custode di appartamenti ormai quasi cieco, ma è realista, sempre con i piedi per terra e per questo, agli occhi del primo, è un perfetto perdente.

Con una satira molto amara, questa coppia di attempati e “svitati” vecchietti sfida le molteplici insidie di una metropoli come New York spacciatori, teppisti, il pensionamento forzato.

L’amara ironia di "Una coppia di svitati"

L’allestimento del Teatro dei Cenci porta la firma di Ivan Fabio Perna (che si ritaglia anche un piccolo ruolo, quello del Cowboy).

Gian Carlo Fantò interpreta un divertente (e divertito) fanfarone idealista,; soprattutto nei monologhi, la sua recitazione volutamente persuasiva (spesso però accompagnata da lunghe pause) e un uso quasi continuo del bastone come rumoroso sostegno, evidenziano indubbiamente un senso di rivalsa nei confronti della vecchiaia, lasciando però poco spazio alle emozioni di un settantunenne qualunque.

Giorgio Perona, dal canto suo, fa dell’uso del dialetto meridionale un punto di forza e con quel giusto pizzico di ingenuità tratteggia quel senso di amara rassegnazione (e le numerose altre conseguenze) che la vecchiaia porta con sé.

La gradevole e realistica scenografia è di Renato Ostorero, mentre il disegno luci è affidato a Pietro Striano. Due ore di spensieratezza, altrettanto utili per riflettere sulle nostre esistenze.

Roberto Mazzone

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here