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Il “visionario” ritorno sulle scene delle gemelle Kessler

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Un attesissimo ritorno sulle scene italiane, quello di Alice ed Ellen Kessler, le celeberrime gemelle della tv italiana anni ’60. Merito del regista Giancarlo Sepe, che – non senza difficoltà – le ha tenacemente convinte a tornare sul palcoscenico dopo oltre trent’anni.

Ma, forse –ed è opinione assolutamente personale – è l’unico merito dello spettacolo visto al Teatro Alfieri di Torino: “Jekyll & Hyde – Sogni e visioni: non un musical, non un varietà o revival, ma una miscellanea di quadri fumettistici sull’onnipresente tema del “doppio”, portato in auge da Robert Louis Stevenson nel romanzo “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”. Suggestioni, immagini, visioni, che si susseguono, senza alcun intento didascalico, forse semplicemente descrittivo.

Il resto è ritmo, musica, movimento, gesto: la colonna sonora (resa attuale da Harmonia Team, con brani di Amy Winehouse, Lou Reed, Radiohead e le musiche originali di Davide Mastrogiovanni) è anche piacevole da ascoltare.

Ma lo spettacolo sembra non avere né capo né coda, minimi sono i punti di contatto con il romanzo di Stevenson, se non per il canovaccio di base. Non trascurando, come già detto, il tema del “doppio”, declinato in tutte le sue forme (schizofrenia, maschera sociale, metamorfosi).

Torino Il “visionario” ritorno sulle scene delle gemelle Kessler
Torino Il “visionario” ritorno sulle scene delle gemelle Kessler

 

Solo le gemelle Kessler, a quanto pare, potevano incarnarlo ala perfezione, dando modo al regista di poter affrontare le contraddizione umane anche dal punto di vista dell’identità gemellare.

Oltre alle Kessler il cast comprende l’attore e regista toscano Alessandro Benvenuti, negli ideali panni di Utterson, che si presenta come narratore e testimone (di una storia che nonc’è), la cui vocalità, di tanto in tanto è una inaspettata sorpresa. Rosalinda Celentano compare saltuariamente sulla scena e passa quasi inosservata, poiché il suo ruolo pare non incarnare le intenzioni di alcuna contraddizione.

Ma lo spettacolo – come detto – è corale, per cui accanto ai nomi di cartellone, fondamentale sul palco la presenza di una buona dozzina di performer che disegnano questo grande fumetto visionario, nel quale – per non farsi mancare nulla – all’improvviso dieci uomini e tre donne si spogliano integralmente sul palcoscenico, sulle note di un brano di George Gershwin, per essere poi “rivestiti” dalle Kessler mentre in sottofondo passa “Perfect Day” di Lou Reed.

Dunque, tra importanza del gesto e silenzi troppo prolungati, lo spettacolo (un atto unico della durata di cento minuti) scorre a fatica, nonostante sia gradito al pubblico i ritorno sulle scene di due icone dello spettacolo come Alice ed Ellen Kessler. Repiche fino al 12 febbraio.

Roberto Mazzone

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