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Il segreto degli indiani di Palazzo Carignano

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Quante volte siete passati in piazza Carignano? E quante volte avete alzato lo sguardo per soffermarvi sulla splendida facciata di dell’omonimo palazzo, movimentata da uno splendido gioco di linee curve che spicca nella geometria architettonica torinese?

L’edificio, progettato da Guarino Guarini nel 1679, in cui nacquero Carlo Alberto nel 1798 e Vittorio Emanuele II nel 1820, oltre ad avere ospitato il primo parlamento italiano, racchiude un segreto ed una fetta di storia poco conosciuta.

Basta notare sulle finestre del piano nobile, il particolare fregio per viaggiare con la fantasia a riferimenti iconografici.

Fatelo notare ad un vostro amico, vi dirà di certo che gli ricorda un indiano d’America, o per essere politicamente corretti un “Nativo Americano”, con tanto di copricapo di piume.

Il segreto degli indiani di Palazzo Carignano Torino

Questa somiglianza non è un caso, bensì un desiderio ben specifico di tributare onore a parte dell’esercito piemontese del periodo e di raccontare un evento ai posteri in maniera più o meno celata.

Questi fregi, che non hanno simili in altri precedenti architettonici, vogliono ricordare la vittoria riportata da un reggimento dei Carignano a fianco dei Francesi nel 1667 contro gli Indiani Irochesi durante la colonizzazione del Canada. 

All’epoca infatti, le nazioni che potevano vantare un ottimo esercito in periodi di pace, lo affittavano parzialmente ad altre nazioni amiche che lo impiegavano in situazioni difficili.

Gli Irochesi affascinarono non poco i soldati piemontesi, sia per il loro aspetto che per le loro tradizioni. Nonostante fossero di fatto divenuti avversari in battaglia, provarono per questi ultimi una forte stima, dovuta al coraggio che dimostrarono sul campo.

Al ritorno in Europa i militari portarono con loro disegni e ritratti dei nativi americani, alcuni dei quali vennero portati in dono alla famiglia reale.

Il segreto degli indiani di Palazzo Carignano

La “moda” degli Indiani Americani si sparse e giunse fino al Guarini che decise di immortalare questa pagina di storia nella facciata di Palazzo Carignano qualche anno più tardi.

Quel piccolo tributo resta ancora e la prossima volta che passate di lì, voltatevi e guardate il volto di quegli Indiani coraggiosi, a ricordo del fatto che un avversario non è per forza un nemico e che possiamo sempre imparare dagli altri.

 

M.A.

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