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Torino ed il wi-fi gratuito: peggio di Roma e Genova, ma meglio di Napoli

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wi fi gratuito Torino
wi fi gratuito Torino

WiFi, due sillabe magiche che significano il mondo in un palmo.

Possibilità di controllare informazioni, giornali, strade, offerte online, insomma poter godere di tutti i preziosi ed oramai irrinunciabili piaceri di internet. E di poterlo fare gratis.

Il concetto di WiFi, rivoluzionario, sta prendendo piede anche in Italia: i comuni organizzano zone WiFi dove i cittadini e i turisti possono accedere senza sborsare un centesimo, all’aria aperta, sorseggiando un caffè o spaparanzati su un prato.

Il comune di Torino si è mosso per tempo: in città ci sono 12 aree WiFi allestite da Palazzo Civico, decisamente meno di quelle previste a Roma (tra aree completate e aree in via di attivazione siamo a 31 zone coperte, ma si può capirlo, si tratta della capitale) e meno anche di Genova, che si assesta a quota 18 (ma i liguri conteggiano nelle aree WiFi anche le biblioteche civiche servite dalla rete, dunque luoghi chiusi).

Siamo invece messi meglio di Napoli, che si limita ad appena 6 hot-spot cittadini, mentre per Milano il discorso è differente: Milano non organizza aree determinate e circoscritte per i suoi punti di accesso.

Non troverete l’hot-spot di via Monte Napoleone, o quello di piazzale Loreto, ma avrete percorsi coperti e percorsi non coperti: è coperta l’area dello stadio di San Siro; l’area del centro con piazza Duomo e le sue direttrici da largo Cairoli a San Babila, con una piccola appendice fino al teatro della Scala; piazza Castello. Quindi, per i meneghini, ha più senso parlare di metri quadri coperti che di “punti di accesso”.

Torino ed il wi-fi gratuito: peggio di Roma e Genova, ma meglio di Napoli
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Bene ma non benissimo, dunque, la situazione di casa nostra, specie se raffrontata con le altre quattro grandi città italiane. Le 12 aree WiFi torinesi si dislocano per la maggior parte in centro (ben otto: piazza della Repubblica, Porte Palatine, Giardini Reali. Poi piazza Vittorio Veneto. Quindi piazza Carignano e le vicine piazza Cavour e piazzale Valdo Fusi.

Infine piazza Carlo Felice), ma anche a Borgo San Paolo (due: corso Racconigi e via Vigone), Aurora (presso il Cortile del Maglio) e Barriera di Milano (al termine di corso Giulio Cesare, in corrispondenza dell’imbocco con la Torino-Milano).

Vi si può accedere registrandosi presso i siti www.torinofacile.it oppure www.tex97.it, in modo da ottenere l’id necessario per accedere ai servizi.

Senza contare poi i negozi (ancora troppo pochi, e per lo più legati a grosse catene straniere) che concedono l’accesso Wi-Fi gratuito, o le gigantesche reti senza fili di cui dispongono gli studenti di università e Politecnico.

Torino ed il wi-fi gratuito: peggio di Roma e Genova, ma meglio di Napoli
Torino ed il wi-fi gratuito: peggio di Roma e Genova, ma meglio di Napoli

La strada imboccata è buona, ma deve essere migliorata, ad esempio copiando da genovesi e milanesi: estendere il WiFi alle biblioteche civiche non pare impresa proibitiva, né prevederlo nelle gallerie del centro cittadino come Galleria Romana o Galleria San Federico; inoltre, le due principali piazze del centro cittadino (piazza San Carlo e piazza Castello) sono del tutto sprovviste di un proprio hot-spot.

Dare l’accesso gratuito a internet non è solo questione di comodità nel leggere le e-mail o di diffusione semplice, veloce e gratuita di informazioni e di dati presenti nella rete: è anche uno dei termometri attraverso cui misurare il livello di qualità della vita di una città.

La gente con internet si diverte, si aggiorna, comunica, fa acquisti: una città che vuole vivere bene si preoccupa di concedere a tutti, anche a chi non può permetterselo, di accedere gratuitamente a internet.

Umberto Mangiardi

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