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Servo di scena, un inno al teatro ed alla sua gente

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Il primo elemento che colpisce del’allestimento del Servo di scena di Ronald Harwood, diretto e interpretato da Franco Branciaroli, è la scenografia, realizzata da Margherita Palli, su due livelli, che riproducono il backstage di un teatro: in basso, il camerino “vissuto” di un primo attore (sullo e porte dei camerini del resto della compagnia); in alto, lo spazio scenico richiama l’idea di un palcoscenico, con quinte e sipario. La commedia “Servo di scena” è un omaggio al teatro inglese e al suo più grande drammaturgo, Shakespeare. E’ la celebrazione di un luogo fisico e delle persone che vi lavorano e, dunque lo vivono, non solo attraverso la recitazione. Ma la cosa sorprendente è che, osservando il palcoscenico, sembra di assistere a uno spettacolo teatrale come se fossimo al cinema (non dimentichiamo l’adattamento cinematografico omonimo del 1983, diretto da Peter Yates).

Servo di scena racconta la storia di un vecchio capocomico, attore shakespeariano un tempo osannato dalle folle e dalla critica. Colpito da malore proprio mentre per l’ennesima volta deve calarsi nei panni di Re Lear, , l’attore sembra sul punto di dare forfait:, ma Norman, il servo di scena, lo incita a portare a termine comunque lo spettacolo, nonostante tutto, anche sotto la minaccia incombente ei bombardamenti. A recita ultimata solo Norman gli rimane accanto e i vecchio attore, sentendosi in punto di morte, gli consegna una specie di testamento spirituale in cui ringrazia tutti i membri della sua compagnia, lodandoli uno per uno, tranne proprio il suo servo di scena. I due protagonisti sono Franco Branciaroli (Sir Ronald) e Tommaso Cardarell (Norman): accanto a loro si muovono tutte le altre figure dello spettacolo: dalla moglie di Sir Ronald interpretata da Lisa Galantini (Milady), alla direttrice di scena innamorata segretamente del protagonista Melania Giglio (Madge), agli attori della compagnia, i pochi anziani che la guerra ha lasciato in patria: Daniele Griggio (Geoffrey Thornton) e Giorgio Lanza (Mr.Oxenby), e la giovanissima attrice in carriera interpretata dalla debuttante assoluta Valentina Violo (Irene). Il sir Ronald di Franco Branciaroli, inizialmente appare così naturalmente caratterizzato come primo attore consumato dal’esperienza, da risultare, in alcuni momenti, addirittura forzato. Molto applaudito dal pubblico torinese Tommaso Cardarelli, che tratteggia un servo di scena pragmatico e animato da un forte e inattaccabile senso del dovere, tutte caratteristiche accompagnate da uno stie interpretativo forse un po’ troppo sopra le righe (ma il suo monologo finale è sbalorditivo, unito alla migliore sbronza alla quale si possa assistere sulla scena). Lisa Galantini, leggermente tendente al tragico nelle prime battute, conferma comunque la sua bravura. Convincente anche l’interpretazione di Melania Giglio.

Applausi a scena aperta per questo inno al teatro e alla sua gente, in scena al Carignano di Torino fino al 5 febbraio.

Roberto Mazzone

 

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Laureato in Scienze della comunicazione con un Master in Informazione, New Media e comunicazione plurimediale, conseguito nel 2012. Giornalista pubblicista, grande appassionato di teatro, inizia a frequentarlo come spettatore, e dal 2003 in qualità di operatore dell’informazione e critico teatrale, collaborando con numerose testate e webzine di settore, specializzandosi soprattutto nel teatro musicale. Giornalista pubblicista, è inoltre membro dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro e fa parte della giuria di PrIMO, il Premio italiano per il musical originale, ideato da Franco Travaglio.

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