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Torino e Londra rottamano le cabine, Parigi e Vienna le convertono per accedere ad internet

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Le ricordiamo rosse, metalliche e trasparenti, situate in ogni punto nevralgico delle nostre città e così  in tasca non mancava mai il famoso gettone o le 200 lire da utilizzare “in caso di una telefonata”, ma se adesso ci guardiamo attorno: dove sono finite?

Come scritto nel precedente articolo,  Torino sta pensionando questi vecchi simboli di un‘Italia d’altri tempi  che ha fatto la propria comparsa negli  anni ’50 in piazza San Babila a Milano.

E così negli anni ’70 in Italia erano, già, installate circa 2.500 cabine, mentre alla fine del millennio, le cabine ammontavano a 33.000 ed il telefono pubblico era diffuso per tutte le strade italiane.

A questo punto verrebbe da dire “e vissero felici contenti” ma ben presto ecco spuntare l’era dei cellulari, di internet, gli iphone, ipad ed il traffico sulla rete di telefonia pubblica oggi risulta praticamente dimezzato, se non quasi nullo. Basti pensare che le conversazioni da un telefono pubblico hanno raggiunto nel 2007 appena i 300 milioni di minuti contro i 128 miliardi della telefonia mobile!

Nel 2016 si stima così che avverrà la rimozione quasi totale delle cabine su tutto il territorio italiano.

E la favola finisce così? Le persone avranno cessato di usare il telefono pubblico ma le cabine possono ancora oggi ricoprire diverse e a volte originali funzioni che le rendono tuttora un elemento architettonico rilevante all’interno delle nostre città.

Basti pensare all’Inghilterra, chiunque vi sia stato non può non aver fatto la famosa foto ricordo all’interno di questa semplice ma elegante infrastruttura. Le cabine inglesi sono infatti il risultato di un corso indetto nel 1924 e divennero ben presto una vera e propria attrazione turistica.

Torino e Londra rottamano le cabine, Parigi e Vienna le convertono per accedere ad internet
Torino e Londra rottamano le cabine, Parigi e Vienna le convertono per accedere ad internet

Il progetto è di sir Giles Gilbert Scott , il tipico colore rosso è stato scelto semplicemente per renderle più facili da individuare all’interno della città. Anche in Inghilterra ormai le cabine stanno andando in pensione: la maggior parte di esse sono state smantellate o stanno rischiando di esserlo, ma gli inglesi hanno subito ideato delle originali e curiose idee per farne sopravvivere alcune di esse: in Hampshire una comunità locale utilizza una di queste cabine rosse non più funzionanti come biblioteca del posto.

La cabina è stata riempita di volumi scelti dagli abitanti del piccolo paesino: un modo originale per dare identità ad un piccolo centro.

Anche a Londra un simbolo così radicato nell’immaginario collettivo non poteva sparire del tutto: ed ecco allora fiorire un incredibile mercato di gadget ma anche di cabine vere e proprie che insospettabili appassionati si fanno installare in casa. Per poter arredare la propria casa con una tipica immagine in stile vittoriano? Non proprio, le redbox vengono riciclate per gli usi più assurdi per esempio in versione gazebo o come originali box doccia!

In Francia alle cabine si è deciso di invertire il loro originario uso telefonico con il più comune utilizzo per la connessione al web che ormai è diventato fondamentale nella vita di tutti. A Parigi infatti France Telecom ha lanciato le nuove cabine telefoniche per l’accesso ad Internet.

La prima cabina telefonica di nuova generazione si trova sugli Champs Elysées sponsorizzata non solo dall’azienda telefonica ma anche dalla città di Parigi e dal gruppo per le affissioni pubbliche e l’arredo urbano, JC Decaux, che ne ha sviluppato il design.

Altre 11 ne verranno installate in diversi luoghi turistici e commerciali, non ci resta che sperare che il loro successo porti alla costruzione di altre ancora.

Torino e Londra rottamano le cabine, Parigi e Vienna le convertono per accedere ad internet

Per un tempo massimo di 10 minuti si potrà accedere gratuitamente alle caselle email, ai siti di informazione locale, all’elenco telefonico, alle pagine gialle, ai servizi di ricerca di ristoranti e cinema più vicini alla cabina, alle previsioni meteorologiche, ai trasporti pubblici; l’azienda France Télécom in futuro potrà mettere a disposizione anche altri servizi, ovviamente a pagamento.

Ed ecco la nota dolente, si dovrà comunque dire addio alla moneta o gettone: le nuove moderne cabine accetteranno infatti solo carte telefoniche o carte di credito!
Ma non è finita qui, anche i tedeschi hanno ideato un interessante e utile sistema di riciclaggio: le vecchie cabine telefoniche diventeranno infatti punti di ricarica per i mezzi elettrici come auto, scooter e biciclette.

La prima cabina riconvertita si può già vedere a Vienna di fronte al quartier generale della compagnia telefonica che l’ha ideata, la Telekom Austria. Affrettatevi quindi perché per ora la ricarica è gratuita, successivamente se le cabine avranno successo verrà introdotta una tariffa che si potrà pagare direttamente con un sms.

Anche gli Spagnoli hanno seguito un tentativo simile: a Madrid troviamo infatti la prima cabina di ricarica elettrica.

E in Italia?

Ebbene sì, anche sotto la Mole Antonelliana dovrebbe essere installata la prima cabina del futuro. Non solo utilizzabile per le telefonate, ma anche per navigare in Internet, usufruire di tutti i servizi della città e potrebbe anche dotarsi di impianti per ricaricare le biciclette, scooter e auto elettriche.

Ma questa è tutta un’altra altra storia che avrò piacere di raccontarvi presto.

Umberta Pansoya

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