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CANTIERE 25: un flash mob culturale per un evento unico

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Era un concerto? Era un teatro? Era un club? No, è stato il Cantiere 25

Cantiere 25 è stata un’iniziativa nata nei locali dell’ex Art in town di via Berthollet 25 con un intento ben preciso: accompagnare un locale in chiusura fino alla gestione successiva con una serie di eventi unici che hanno coinvolto associazioni e gruppi di Torino insieme agli abitanti di San Salvario.

Una lunga festa in continuo divenire per dare la sveglia a questa città con un flash mob culturale che si è svolto da metà novembre fino al capodanno del 2011 per mettere in risalto tutta una serie di realtà giovanili e trasformare la chiusura di un locale in una lunga festa che ha dato spazio alle nuove idee e forme di espressione

CANTIERE 25:  un flash mob culturale per un evento unico

Tre associazioni si sono riunite a questo scopo:

Reset, nota per l’organizzazione del festival omonimo che ogni anno raduno le migliori band emergenti in piazza Vittorio e l’organizzazione di eventi live e concerti;

Mata Matò che aveva in gestione il circolo Arci e ne ha gestito la fase di transizione in questa forma sperimentale;

Urbe, specializzata nella rigenerazione urbana, ovvero nella trasformazione di locali attraverso tutto ciò che concerne l’arte visiva, dalla pittura alle più svariate forme di creatività, che ha curato la trasformazione continua dei locali.

A loro si sono aggiunte in corso d’opera tutta una serie di persone, associazioni e gruppi che hanno sposato l’idea ed hanno collaborato ad organizzare una lunga di serie di happening, corsi, concerti e spettacoli teatrali.

Ogni muro si è trasformato perciò una in tela, mentre contemporaneamente sui palchi si avvicendavano band e dj set, superando il confine tradizionale tra l’opera d’arte, intesa a 360 gradi e lo spettatore, che si è trovato ad interagire e a parlare direttamente con gli artisti sapendo che la volta successiva avrebbe trovato un ambiente ed un’atmosfera completamente diversi.

Il tutto si è svolto però in una forma nuova, in quanto il pubblico è stato protagonista e si è potuto muovere in questa sorta di salotto creativo condiviso in perenne trasformazione, a diretto contatto con gli artisti e in cui ha partecipato esso stesso a creare l’opera.

Torino CANTIERE 25:  un flash mob culturale per un evento unico

Così i ragazzi presenti si sono trovati a dipingere sul muro con il lancio di bicchieri di colore o con altri interventi creativi di gruppo, che hanno visto i locali variare di volta in volta, ritrovandosi sempre in ambienti ed atmosfere diverse, seppur sempre colorate, innovative e stimolanti.

Ma l’iniziativa non si è rivolta solamente agli artisti, ma a chiunque si sia avvicinato incuriosito, ritagliandosi liberamente il proprio spazio, curiosando ed interagendo o anche solo fermandosi a fare merenda con i ragazzi o ad ascoltare un bel concerto.

Il natale è stato salutato una jam session con suoni etnici e ritmi moderni, per salutare Babbo Natale con ritmiche e soluzioni innovative e sperimentali e fino alla fine dell’anno si sono avvicendati nei locali attori, cantanti, poeti e creativi di ogni tipo, per dimostrare che i giovani di Torino sono ancora capaci di realizzare grandi eventi, spaziare a 360 e integrarsi con il territorio e regalare serate di benessere, in cui le nuove idee si fondono con le precedenti e in cui c’è spazio per tutti.

Perciò per chi c’è stato e per chi no, per chi ha collaborato e chi è solo passato a vedere com’era, risulterà comunque il ricordo di un gruppo di giovani che è stato capace di lavorare con spirito innovativo ed ottimismo per costruire un progetto che è stato capace di coinvolgere i giovani ed insegnare che è ancora possibile divertirsi, stare bene e condividere idee e passioni senza ricorrere ad eccessi o facili vetrine, mettendosi in gioco in prima persona per costruire un ambiente accogliente ma pieno di idee riuscite, stimolanti e di calore e passione.

 

L.C.

 

 

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