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Ryanair – Regione Piemonte: trattative in corso

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Torino sarà anche la città di certi record e di tanti primati ma quello che rischia di centrare in questi giorni non fa invidia a nessuno. La trattativa con Ryanair per creare a Caselle una nuova base low cost ha subìto una nuova (ennesima) battuta d’arresto e la compagnia irlandese inizia a mostrarsi recalcitrante. Torino resterebbe così l’unica grande area metropolitana d’Europa priva di una base low cost capace di attirare nella città flussi turistici certo non trascurabili e sufficienti a far crescere l’aeroporto Sandro Pertini.

Città molto più piccole e meno “votate” al turismo della nostra come Bergamo, grazie al low cost, hanno fatto di anonimi scali sottoutilizzati – è il caso di Orio al Serio – snodi importanti per il traffico turistico in entrata ed in uscita.

Dietro alla fase di stallo che potrebbe portare ad un suicidio per Torino ed il Piemonte – non serve essere degli esperti per comprendere che perdere una base low cost farebbe più danno alla città che a Ryanair – si nasconde però un intreccio all’italiana.

Il principale vettore per Caselle è Alitalia che assicura la maggior parte dei collegamenti. Azionista della compagnia aerea – concorrente di Ryanair – è il gruppo Benetton che detiene una quota come socio privato anche nella Sagat, la società che gestisce lo scalo di Caselle. Stando alle indiscrezioni che filtrano in questi giorni Benetton starebbe facendo valere tutto il suo peso e rallentando se non impedendo la conclusione di un accordo che solo fino a pochi mesi fa sembrava cosa fatta.

Non che le altre compagnie aeree siano molto più contente di un ipotetico accordo. La tedesca Lufthansa si vedrebbe portare via dalla compagnia a basso costo una quota cospicua di passeggeri.

Una situazione non dissimile da quella che ebbe per protagonista Easyjet, compagnia low cost che dimostrò, qualche anno fa, molta meno pazienza della concorrente irlandese.

Negli ultimi giorni Ryanair ha dapprima annunciato la cancellazione delle prenotazioni dal 24 marzo in poi rischiando di pregiudicare i flussi turistici pasquali e successivamente ha annunciato la creazione del collegamento Torino-Malta, attivo dal 5 maggio prossimo. Sagat e la Regione hanno lanciato il loro ultimatum minacciando di rivolgere la propria corte ad altre compagnie.

La trattativa è ancora aperta ma c’è la sensazione che non lo sarà ancora per molto e Torino rischia di vedere vanificate le speranze di crescita del proprio aeroporto e soprattutto quei 4 milioni di passeggeri messi in preventivo nell’ultimo business plan di Sagat.

 

Andrea Rosso

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