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Moda in Italia: 150 di eleganza

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Le feste natalizie sono state un’ottima occasione per scoprire visitare le numerose mostre sparse per la città, molte delle quali ancora allestite in occasione del 150° compleanno italiano. Fra le più inaspettate e acclamate, non solo dal pubblico femminile, c’è “Moda in Italia.

150 di eleganza”, ospitata nella sala delle Arti della Reggia di Venaria e prorogata fino al 29 di gennaio.

Si parte con un primo assaggio nel 1860-61 ,quando ancora le donne erano sexy coperte fino al collo, prima che fosse direttamente la pelle ad essere in. Poi, da una sala all’altra, si salta di 10 anni in 10 anni per cogliere man mano la trasformazione dell’abito col mutare del tempo: dietro ogni rimpicciolimento della gonna, abbassamento della vita, copertura del capo, delle mani e così via, c’è sempre un cambiamento sociale, politico o economico.

Un cambiamento che riguarda l’uomo e che viene fatto rivivere dalla ricchezza dei suggerimenti presenti.

Torino moda in Italia: 150 di eleganza

Infatti, grazie all’ausilio di apparati visivi e sonori che richiamano le atmosfere tipiche del periodo di appartenenza, lo stesso spazio espositivo pare vestito a tema: dalle gigantografie di foto d’epoca o d’atelier, alle proiezioni di spezzoni di film in cui famose attrici del cinema indossavano vestiti e accessori che ancora oggi caratterizzano quei personaggi.

Un geniale gioco di specchi annulla la distanza tra il visitatore e i vestiti, e permette di osservare l’abito davanti e dietro, cogliendone l’ampiezza e l’impatto nello spazio. Impatto talmente forte che talvolta la curiosità dei visitatori si è spinta fino a superare i trespoli a pavimento su cui sono sistemate le didascalie per poter osservare da vicino il retro degli abiti, senza curarsi dei ripetuti rimproveri del personale.

Nel passaggio al contemporaneo emerge Oceano, l’abito-scultura realizzato per l’Expo di Lisbona del 1998 da un artista famoso per le sperimentazioni di materiali insoliti e gli accostamenti arditi, Roberto Capucci:“un volume astratto, quattro facce che annegano il corpo, che l’annullano; le cuciture rivoltate, l’interno si rivolge all’esterno, la fattura dell’ abito -il rovescio dell’ illusione- che, divenendo visibile, trionfa”.

Torino Moda in Italia: 150 di eleganza

Nell’arte l’apprezzamento della bellezza dipende anche dall’immaginazione dello spettatore, dalla forza del suo sentire, che avviene solo se ciò che ha di fronte, in qualche modo, vive con lui.

Di fronte a ciascun abito ogni donna si ritrova nelle proporzioni del corpo che l’ha indossato (c’è chi si accontenta della scarpa di Marilyn e chi invece entra con soddisfazione nell’abito di Jennifer O’Neal ne L’innocente di Luchino Visconti). Una suggestiva celebrazione dell’arte italiana, che conduce lo spettatore a soffermarsi sulla sapienza che ne è alla base.

Un’emozione estetica narrata attraverso un percorso espositivo che mostra come la bellezza abbia diversi sapori e assuma diverse forme, ma proprio in quanto tale, capace di attrarre tutti, da chi si sente fuori secolo a chi torna a casa e si attacca alla macchina da cucire .

 

Francesca Tramontano

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