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“Misura per misura” fino al 18/12 al Carignano

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“Una dark comedy sul mondo che c’è stato, quello che c’è e quello che verrà”. Così Marco Sciaccaluga, direttore del Teatro Stabile di Genova, definisce il suo Misura per misura di William Shakespeare, al Carignano di Torino fino al 18 dicembre.

La produzione dello Stabile, quello che ha dato forma alle comicità dei popolari conduttori televisivi Luca e Paolo per intenderci, mette a fuoco uno degli aspetti sempre suggeriti nelle opere shakespeariane: la spiazzante somiglianza tra i vizi dell’uomo di ieri e di oggi. Le amare situazioni pescate nei più bui angoli della cultura di un tempo, possono dipingere senza fatica la realtà odierna, fatta delle stesse contraddizioni, paure e conflitti intramontabili.

Fra abusi di potere, corruzioni e inganni, questa identità tra passato e presente è sottolineata da sapienti accorgimenti registici: in uno scenario antico s’inseriscono numerosi elementi moderni, come le pettinature e l’abbigliamento dark dei “trasgressori” ad esempio, dai ciuffi colorati, abiti neri e anfibi al ginocchio.

"Misura per misura" fino al 18/12 al Carignano Torino

Una luce fredda e nebulosa ricade su un vero e proprio labirinto scenico, simile a una gabbia di ferro, che ruotando su stessa permette all’azione di cambiare luogo e allo stesso tempo allude alla trappola in cui si ritrovano le vite dei personaggi.

Una struttura che pare quasi farsi beffe di tutti, proprio come fa il Duca, protagonista della vicenda, interpretato da Eros Pagni, famoso attore, anche di cinema e tv, nonchè doppiatore di successo (più nota è l’interpretazione di Profondo Rosso, ma fra tutto il resto, si ricorderà la sua voce inconfondibile nel capolavoro Disney Il gobbo di Notre Dame).

Pur nel pieno della tragedia, in Misurapermisura non mancano elementi della commedia, in cui perfino i personaggi più ripugnanti possono apparire simpatici per i loro stessi difetti, posti all’interno di quell’alternanza armoniosa di dramma e riso, in una costruzione simmetrica che non perde mai di ritmo e vivacità.

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Fra prostitute, bordelli e travestimenti, si lasciano alla fantasia dello spettatore le ulteriori somiglianze fra il mondo di oggi e i grandi temi del teatro, quasi a rivendicare la superiore realtà della finzione scenica.

F.T.

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