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Il folle gioco del teatro

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“Il gioco dei folli” è un progetto concepito da Walter Revello, all’interno della stagione “Mille modi di fare teatro”, giunta quest’anno alla sua quarta edizione, presso il Teatro Araldo di Torino (via Chiomonte 3/a). La compagnia persegue come obiettivo principale l’analisi e lo studio dell’esistenza umana attraverso l’allestimento di progetti teatrali “su e giù dal palcoscenico”, nei quali sceneggiatura, regia e interpretazione si fondono all’interno di un processo creativo unitario che termina in allestimenti presentati in anteprima assoluta.

Questo è il caso di “Fuori insieme (Piove)”, presentato il 2 dicembre scorso nella sala di borgo San Paolo: di questo lavoro il giovane Revello è autore, regista, interprete e (a proposito di “fusione del processo creativo”) ha curato anche l’impostazione scenografica. Anche questo aspetto merita attenzione, poiché all’apertura del sipario (a metà rispetto alle dimensioni del palco) sembra di assistere a una scena tipica del teatro dell’assurdo (ma è sorprendente come le pagine di Ionesco o Becket: una coppia (presumibilmente ancora giovane) si abbandona a considerazioni, via via emotivamente partecipate, sulla pioggia che non smette di cadere sulle loro vite e sul tempo che passa (scandito dai rintocchi di una pendola). E immediatamente il pensiero va Ma i due aspettano che tutto questo finisca, o in realtà la loro preoccupazione è semplicemente quella di riempire le proprie vite svuotate? La risposta è in grado di darla solamente Mariolina, che assiste la coppia, facendosì garante di questa quotidiana ritualità.

Gli interpreti sono il già citato Revello, Stefania Sirianni e la giovane Linda Bartesaghi.

La pioggia, dunque, come metafora della vita… o della morte? O, più, semplicemente, una sofferenza dovuta a una mancanza e che, quindi genera attesa?

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Ognuno può trovare la propria risposta a questo interrogativo.

La sofferenza è una condizione umana, propria dell’esistenza, e come tale va prima di tutto vissuta… analizzarla è un passo ulteriore.

E a teatro ultimamente molte compagnie tentano di confrontarsi con temi forti in maniera spesso piatta e ridondante; quando basterebbe semplicemente, nella vita di tutti i giorni), uscire da noi stessi e esercitare meglio l’umana attitudine all’empatia…

 I prossimi appuntamenti con la compagnia “Il gioco dei folli” al Teatro Araldo:

17 febbraio 2012 “Aux Camelias” (una serata di suggestioni letterarie e musicali)

16 e 17 maggio 2012: “Dorothy non è più qui” (pèce ispirata al “teatro della crudeltà” di Antonin Artaud).

Roberto Mazzone

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