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Finalmente si torna a giocare

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Le squadre torinesi si affacciano al nuovo turno di campionato con stati d’animo differenti: il Torino è sempre primo in classifica in serie B anche se il suo divario dalla seconda è leggermente calato, la Juventus dal canto suo, seppure con una partita in meno, per la prima volta dall’inizio dell’anno è fuori dalle prime tre della classifica.
Il Torino di mister Ventura è reduce da uno scialbo pareggio per 1 a 1 in casa contro il Bari, dopo aver pareggiato anche nella giornata precedente, e nell’occasione ha perso per tre giornate il proprio leader Rolando Bianchi, causa un’evitabilissima espulsione. La classifica è sempre molto positiva ma sta venendo fuori un certo nervosismo, probabilmente dovuto anche ai problemi di formazione che hanno costretto Ventura a modificare l’amato 4-4-2 per mancanza di esterni di ruolo. Sabato i granata sono attesi dal Crotone, galvanizzato dal pubblico dell’Ezio Scida, stadio che storicamente rappresenta un valore aggiunto per la squadra calabrese. L’assenza del capitano Rolando Bianchi costringerà Ventura a spostare nuovamente Antenucci nel suo ruolo di punta centrale, inserendo uno a scelta tra i recuperati giovanissimi Verdi e Oduamadi sull’esterno. La partita si preannuncia complicata e un punto sarebbe ben accetto, se solo la squadra non fosse reduce da due pareggi consecutivi; ma un conto sono le speranze dei tifosi, un altro conto invece i calcoli di chi conosce bene la categoria, come mister Ventura, che è conscio delle difficoltà presentate da certe trasferte.
La situazione della Juventus è molto differente. I bianconeri si ripresentano in campo dopo ben 22 giorni di pausa, un’eternità per uno come Antonio Conte che vive per respirare l’aria delle partite ufficiali e che allo stesso tempo è alle prese con una rosa troppo ampia per dover affrontare una sola competizione. Avere troppi giocatori poco utilizzati è una manna per qualsiasi allenatore ma alla lunga può traformarsi in un boomerang difficile da gestire; si rischiano malumori da parte di giocatori considerati importanti dalla società e messi in un angolo dal tecnico: si tratta di giocatori del calibro di Elia, Krasic, Quagliarella, Del Piero, Giaccherini che certamente non si sarebbero aspettati un minutaggio così limitato. Mettendo da parte le possibili magagne future, domenica a Torino si presenta il palermo di Devis Mangia, squadra camaleontica se ce n’è una. I rosanero in casa sono una corazzata invincibile, mentre fuori casa sono un vero e proprio colabrodo. Vedremo se anche in questa occasione si confermeranno vittima sacrificale fuori dalle mura ami. che.

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Francesco Cravetto

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