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Parola d’ordine: affittare

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Il mercato immobiliare continua ad essere vittima della crisi economica che dopo gli Stati Uniti e l’Asia ha investito anche la vecchia Europa: e così, anche qui, la parola d’ordine è diventata affittare.

La diminuzione del volume delle compravendite, che attesta una perdita del circa il 50 % rispetto agli anni precedenti,  insieme al calo del prezzo del mattone hanno creato un situazione di precarietà e paura del futuro che ha giovato a chi possiede un immobile d’affittare.

A differenza di altre nazioni della Comunità Europea, quali l’Inghilterra dove il crollo del mercato immobiliare è stato compatto a causa dell’urgente necessità di vendere per ottenere denaro contante- liquidità-  nel nostro paese la situazione è migliore e la gente ha meno necessità di reperire fondi svendendo il proprio immobile.

Di conseguenza il mercato, che viaggia a diverse velocità, ha creato dei sottosistemi geografici e settoriali dove sono maggiormente riscontrabili le oscillazioni dovute alla crisi.

Torino Parola d'ordine: affittare

E così, secondo i principali analisti del panorama economico, le uniche previsioni possibili sono quelle a breve termine, dove è ipotizzabile una nuova perdita di valore solo per le abitazioni di basso livello.

Tutt’altro discorso vale per i canoni di locazione che hanno registrato un importante boom.

Sono sempre di più, infatti, le famiglie e le aziende che in questo momento d’incertezza si affidano a questa scelta.

In un periodo di crisi globale, ancora influenzato dalle incognite relative al costo petrolio, le imprese preferiscono non investire su immobilizzazioni localive, qualigli edifici dove svolgere la propria attività, preferendo prevedere l’acquisto di un immobile all’interno di un piano pluriennale, tempo nel quale si spera le condizioni economiche saranno migliorate.

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Anche le famiglie preferiscono o non possono non indebitarsi scegliendo l’affitto all’acquisto di un immobile..

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Di conseguenza all’aumento della domanda sono lievitare, in maniera costante, i prezzi d’affitto degli immobili, considerato che l’offerta è rimasta stabile. Negli ultimi dieci anni, secondo i dati forniti dal Sunia – la principale organizzazione degli inquilini – i prezzi d’affitto degli immobili avrebbero registrato un aumentto in alcuni casi anche del 50 %.

Anche la nostra città ha seguito questo trend nazionale, anche se gli aumenti sono stati maggiormente contenuti rispetto ad altre grandi metropoli come Napoli e Roma.

Città dove si è registrato anche un considerevole aumento di famiglie morose.

Infatti, i prezzi degli affitti non sono dovuti ad una crescita globale, ad una ripresa dell’economia, ma sono solo la conseguenza della crisi con cui siamo ancora costretti a combattere.

 

La Redazione di Mole 24

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