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Non vogliamo un parcheggio sotterraneo in Gran Madre

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Il parcheggio sotterraneo alla Gran Madre non s’ha da fare, parola di 1.216 cittadini dell’elegante Borgo Po.

E’ bastato annunciare, un paio di anni fa, un intento piuttosto futuribile di realizzare un parcheggio interrato alle spalle della Gran Madre per scatenare la levata di scudi dei residenti e dei commercianti.

Il Comune ha provato a sponsorizzare l’intervento in tutte le salse nel tentativo, finora disperato, di farlo andare giù ma i cittadini non cedono di un metro.

A sentir loro il parcheggio è inutile, danneggerebbe il commercio e la vita del quartiere per un paio di anni e minaccerebbe la stabilità di edifici, primo fra tutti il gioiello architettonico del borgo, la chiesa della Gran Madre di Dio.

Prima di tutto però conviene illustrare il progetto.

Il park Gran Madre sarebbe un parcheggio da due piani interrati che in fase di aggiudicazione potrebbero diventare anche tre. I posti sarebbero in tutto 190, 50 arotazione i restanti pertinenziali.

Due le rampe, una di accesso in via Villa della Regina l’altra di uscita in via Lanfranchi. In superficie, laddove si trova attualmente il parcheggio a raso le pietre di Luserna sostituirebbero lo storico quanto malandato acciottolato per creare un’area pedonale.

Non vogliamo un parcheggio sotterraneo in Gran Madre

La realizzazione, viste le traversie economiche di Palazzo Civico, verrebbe affidata ad un’impresa privata con concessione dei diritti sul sottosuolo per circa 90 anni secondo una modalità piuttosto in voga negli ultimi anni.

Il progetto  era stato lanciato già dall’assessore Sestero ed è stato ripreso, nel nuovo mandato, dal successore Lubatti. L’unica costante è stata l’avversione dei cittadini che hanno raccolto 1.216 firme, le hanno presentate in Comune ed hanno ribadito in ogni sede la propria contrarietà. Come extrema ratio anche un ricorso al Tar.

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I motivi sono molti. Innanzitutto l’inutilità del parcheggio.

I residenti affermano che non servirebbe una nuova struttura quando a meno di 200 metric’è il parcheggio di piazza Vittorio quasi sempre semi vuoto.

Sostengono che il vero problema del quartiere è la viabilità sempre caotica e non l’assenza di parcheggi. Non credono alla riqualificazione propagandata e sono ben determinati a difendere l’acciottolato che risale al 1818.

Non vogliamo un parcheggio sotterraneo in Gran Madre

Non solo, le rampe di ingresso e di uscita intaserebbero ulteriormente la circolazione e poi si teme moltissimo per la stabilità degli edifici, già di per sé lesionati.

Una voce, peraltro non del tutto confermata, parla anche di misteriosi reperti egizi nel sottosuolo e i cittadini temono di vedere i lavori bloccati per mesi, cosa che potrebbe succedere anche in caso di ritrovamento di una bomba dell’ultima guerra.

Il comitato Borgo Po, che guida la campagna dei contrari, ha così suggerito alternative al parcheggio tanto contrastato.

La caserma di via Asti, dove però visti i tempi si ritiene difficile un’acquisizione dal demanio militare, i giardini Ginzburg o il parco Michelotti soluzioni ancora meno praticabili per la tutela ambientale o ancora il monte dei Cappuccini.

Una partita ancora lunga che nelle prossime settimane vedrà il passaggio in commissione e poi in consiglio comunale per la votazione finale.

I residenti sono pronti ad estrarre l’ultima arma, già tentata da altri comitati, quella del Tar e nel frattempo registrano l’apertura al dialogo da parte del Comune.

 

 La Redazione di Mole 24

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