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Gofri e Miasse: cucina made in TO

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Se si provasse a fare un sondaggio su quanti piemontesi hanno idea di cosa siano i Gofri e le Miasse, probabilmente la percentuale di chi assicura di conoscere il significato dei due termini faticherebbe a raggiungere la doppia cifra.Una previsione pessimistica che non può riguardare, ad esempio, i Kebab o gli Happy Meal, ormai entrati nel linguaggio comune dei giovani non solo piemontesi.

Eppure, i Gofri e le Miasse sono specialità tipiche regionali che possono vantare una notevole tradizione e storia. Si tratta di “cibo da strada”, “street food”, un concetto che richiama alle sempre più richieste ed apprezzate piadine.

I Gofri e le Miasse, però, non hanno nulla da invidiare alle piadine stesse, men che meno ai Kebab. Soltanto l’austerità e la riservatezza tipica dei piemontesi ne ha impedito la diffusione. A Torino, infatti, sono introvabili.

O meglio, si possono gustare in un solo locale: si tratta della “Gofreria Piemonteisa”, in via San Tommaso 4, traversa di via Garibaldi a due passi da piazza Castello. In pieno centro. L’idea di fondarla e di far conoscere ai torinesi queste specialità squisitamente piemontesi è venuta a Dario Mauro, fondatore e “chef” della Gofreria, che ci racconta: “Il progetto ha cominciato a prendere corpo nel 2005, quando in una festa patronale in val Chisone ho visto una coppia di anziani che, con uno strano stampo di ghisa scaldato sul fuoco, cuoceva cialde preparate con una pastella liquida. Erano i Gofri, antiche specialità di cui non conoscevo l’esistenza. Un anno dopo ho fondato la prima Gofreria d’Italia, qui a Torino”. La prima e finora l’unica, perché i Gofri sono distribuiti solo in alcune sagre di paese in provincia della val Chisone e dell’alta Val Susa. Dopo i Gofri, la scoperta delle Miasse, tipiche invece della provincia di Biella: “Facendo alcune ricerche storiche sul territorio, durante una festa paesana ho incontrato un’altra coppia di anziani intenta a cuocere con dei semplici ferri un impasto di acqua e meliga per preparare le Miasse. E’ stata un’altra ispirazione. In un locale unico, ho deciso così di creare la prima Gofreria e la prima Miasseria d’Italia”. Leggeri, nutrienti, croccanti e stuzzicanti per il palato, Gofri e Miasse possono essere conditi in vari modi, dolci e salati, come le piadine. Non a caso, i clienti più affezionati della prima Gofreria e Miasseria d’Italia sono ragazze, tradizionalmente attente non solo alla linea ma anche al cibo sano.

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Come detto, le due specialità hanno tradizione secolare. I Gofri discendono dai ferri belgi del 1700, usati per fare i “gaufres” e le crepès belghe. Tra gli ingredienti non sono presenti uova e latte, come nelle normali crèpes francesi, nè lo strutto tipico delle piadine romagnole. L’impasto è lievitato. Per questo risultano leggeri, digeribili e assai freschi in quanto cotti e farciti sul momento. Le farine multicereali garantiscono il valore nutrizionale.

Le miasse, chiamate anche miasce in certe zone, possono essere tradotte con il termine “meligacce”, neologismo utile a identificare le croste di meliga (mais) che si staccano dal paiolo dopo la cottura della polenta. Sono cotte su apposite piastre scaldate sul forno e farcite a piacere. La macinazione della farina integrale è rimasta quella dell’antichità: lavorazione con macine in pietra naturale a lenta rotazione. Adatte a chi ha problemi con i lieviti, sono indicate anche per chi soffre di leggere intolleranze al glutine. Non possono però essere garantite per i ciliaci, a causa delle possibili contaminazioni crociate.

Strano ma vero, a Torino si può mangiare sano, nutriente, leggero, economico e… piemontese. Spendendo poco.

Ma i primi a non saperlo sono i piemontesi stessi.

 

Riccardo Ghezzi

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