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PMS – AGNANI: la squadra di Pippo Faina non sbaglia

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Si trattava della classica prova del nove, la partita casalinga da vincere per confermare la forza della squadra, e la PMS Torino non l’ha sbagliata, confermandosi protagonista assoluta del campionato.

E’ sempre più facile vincere una partita contro pronostico, magari insperata, rispetto al riconfermarsi, che richiede atteggiamento positivo e mentalità vincente, caratteristiche ben presenti nella squadra allenata da Pippo Faina.

A fine partita il coach dei torinesi riassume la vittoria nella straordinaria intensità messa sul campo dai suoi ragazzi, nella bravura a raccogliere dal fango ogni pallone vagante, nella grande difesa e nella capacità di ogni giocatore di calarsi perfettamente nella parte quando chiamato in causa. Pur senza aver studiato psicologia dello sport, Pippo Faina ha elencato le caratteristiche di quella che si può definire “squadra” con la S maiuscola, non un insieme di buoni giocatori ma il risultato di un alchimia strana per cui il singolo è importante ma allo stesso tempo non è niente senza gli altri. Venendo alla partita di domenica contro Anagni, mancava il capitano Cristiano Masper, guida tecnica e morale della squadra, ma ci hanno pensato Fontecchio e Defant a sostituirlo degnamente trascinando la squadra alla vittoria.

Si tratta di due lunghi sopra i due metri molto giovani e talentuosi: Fontecchio è ormai una realtà consolidata  per coach Faina vista la sua media intorno ai 15 punti nelle ultime quattro partite, Defant invece è in attesa di fare quel salto di qualità che tutti si aspettano da lui a ventidue anni e con una partita completa condita da 14 punti ha dimostrato che le aspettative riposte nei suoi confronti non sono certo esagerate. Ai 32 punti con 13 su 19 dal campo dei due giovani, si aggiungono gli 11 punti di Conti, per un totale di 43 punti del reparto lunghi, un’enormità. Dopo un primo tempo equilibrato e chiuso sul più 8, la squadra torinese ha piazzato un micidiale break di 17 a 4 nei primi cinque minuti di terzo quarto che ha spezzato in due la partita perché da quel momento in poi il vantaggio locale si è sempre assestato intorno ai venti punti, fino all’ 84 a 66 finale. La classifica dice sette partite vinte e una persa e il primato in classifica condiviso con Omegna, pensare in grande non può più essere un’utopia ma un obbligo.

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Francesco Cravetto

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