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Viaggio nei quartieri di Torino: la storia del quartiere San Salvario

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To SanSalvario non è Scampia polemica Pd
To SanSalvario non è Scampia polemica Pd

Potrebbe suonare strano, ma la storia del quartiere San Salvario è piuttosto recente

E’ forse uno dei quartieri più conosciuti di Torino, ma la storia del quartiere San Salvario affonda le radici in un passato non troppo lontano. Il borgo San Salvario è infatti uno dei quartieri “giovani” della città, nato appena 10 anni prima dell’Unità d’Italia, nel 1851.

Alcune tracce del borgo si trovano già in alcune carte di fine Settecento. Fino alla metà del Seicento in mezzo ai campi che si estendevano a perdita d’occhio le uniche due costruzioni erano il castello del Valentino e il convento di San Salvatore. Quest’ultimo fungeva da cappella per la regina Maria Cristina. Proprio da questo santo il quartiere prende il nome, attraverso la piemontesizzazione in “San Salvari”.

Nell’Ottocento il Comune inizia a guardare a questi terreni come luogo per un’espansione a sud della città ma alcune proposte suggeriscono di lasciare incontaminata la zona.

Un compromesso fra le due visioni porta alla creazione del Valentino a ridosso del Po e alla destinazione del resto all’edificazione.

Torino da San Salvatore a San Salvario
Torino da San Salvatore a San Salvario

Nel 1851, rispettando la pianta ortogonale delle antiche città romane si iniziò così a dare vita al nuovo quartiere.

Nel 1868 la costruzione di Porta Nuova agì da volano per la crescita del borgo. In seguito vennero erette la chiesa valdese e la sinagoga, prima pietra della multietnicità e multiculturalità. Ancora oggi San Salvario è l’unico quartiere a racchiudere a pochi metri di distanza le tre maggiori confessioni religiose.

Accanto ad eleganti palazzi borghesi sorgono anche i cosiddetti caseggiati di ringhiera dando così forma ad un tessuto urbano eterogeneo.

Trent’anni dopo il quartiere si estendeva già oltre corso Raffaello. Nel 1900 in corso Dante la Fiat costruì la sua prima fabbrica che venne raddoppiata oltre il corso qualche anno dopo.

La storia del quartiere San Salvario ha seguito l’evoluzione e la crescita di Torino: dall’Unità d’Italia alla Prima Guerra Mondiale, dalla Seconda Guerra Mondiale al miracolo del boom economico degli anni Sessanta

Non lo si può definire un quartiere operaio, ma molte sono le piccole e medie imprese che vi si stabiliscono dando lavoro a migliaia di torinesi. Sempre in quegli anni il Liberty detta i canoni architettonici e lascia segni che ancora oggi sono ben visibili ed apprezzati.

I bombardamenti della Seconda guerra mondiale colpiscono duramente il quartiere e con la speculazione edilizia degli anni 60-70 arrivano nuovi palazzi, a ridosso dei corsi più grandi.

San Salvario vede per prima approdare gli immigrati dal sud Italia e qualche decennio dopo i primi immigrati extracomunitari.

Qualche anno di turbolenza ne hanno fatto un quartiere discusso e spesso evitato che si sta però prendendo una rivincita.

Oggi San Salvario è sede di prestigiose facoltà universitarie, di negozi curiosi e di botteghe storiche, di atelier artistici e di nuovi locali che ne hanno fatto un tempio della movida.

La Redazione di Mole 24

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