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Sansiro come Sanremo, Ranieri vs Conte: cantanti a confronto

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Conte versus Ranieri, l’abbiamo già vista. Cambiava il santo: eravamo abituati ad avere Sanremo come teatro abituale (reale e metaforico). Domani sera, una volta tanto, il tutto verrà passato in concessione a San Siro. Il quale non è un organizzatore da meno, s’intenda. Ranieri sfodererà un suo grande classico, Erba di casa mia, con chiaro riferimento al prato butterato del Meazza. Fortunatamente, Conte non pretenderà che i suoi undici scendano in campo con La giarrettiera rosa, ma le buone notizie son finite qui: il rischio di trovarsi di fronte la livrea fucsia è purtroppo ben presente, e ai tifosi non resta che prendersela cogli sponsor e col cattivo gusto dei designer della Nike.

Partita difficile, senza ombra di dubbio. Gonfia di veleni e di rancori. Ranieri potrebbe trovarsi a cantare “Ti ruberei”, memore di calciopoli – una storia tanto brutta da far Perdere l’amore.

Ma la fede in una squadra è un concetto difficile da spiegare, non la turba nemmeno il tradimento più grande, nemmeno la sconfitta più grave. È una passione che persevera nonostante tutto e tutti, che fa seguire la propria squadra Molto lontano.

Ma questa è filosofia del tifo, e il tifo è solo una parte dello spettacolo: il piatto forte resta il campo, i giocatori. Conte avrà i suoi bei problemi per avere ragione di una formazione in crisi, certo, ma comunque ostica: si affiderà alla grinta, alle Galosce selvagge, agli Happy feet di Pirlo, Vucinic e Vidal.

E se Conte dovrà fare un sottile lavoro per rinsaldare la Psiche dei suoi, ancora prigioniera dei fantasmi del passato, Ranieri farà la conta degli infortunati, e magari invidierà i suoi predecessori. Loro, anche se non si chiamavano Ranieri, potevano ordinare “Rinaldo in campo!”, cambiando solo una vocale, cambiando le partite.

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Sicuramente Ranieri ripenserà ai suoi trascorsi bianconeri: “Amo ancora lei?”, potrebbe chiedersi. Facile rispondere di no, specie dopo le malagrazie della dirigenza juventina e l’astio dei tifosi, a volte ingiusti nei suoi confronti. E quindi, forse, chiederà ai suoi giocatori di dare di più, di mettercela tutta, fino all’ultima goccia di sudore. Passerà loro una borraccia, e sottolineerà “Ehi Cambiasso, questa Nun è acqua! È gatorade!”.

Conte mica starà a guardare: certo, non si potrà dire che i nerazzurri sono poco più di uno Sparring partner, né che tentare di batterli è un Gioco d’azzardo. Ma è da troppo tempo che la Juventus non è capolista: conte le sussurrerà “Vieni via con me”. In fondo, cos’è una partita, se non la possibilità – per la Juventus – di trovarsi Sola contro un record?

Umbertomangiardi@mole24.it

 

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