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Lo sfortunato Serse Coppi

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Sono tanti i personaggi storici che hanno calcato il suolo torinese nel corso dei secoli, chi per anni e chi per pochi giorni.

Il personaggio sicuramente più sfortunato risponde al nome di Serse Coppi, fratello minore dell’indimenticato Campionissimo Fausto.

Sfortunato Serse perché a Torino è venuto per morirci.

Come il fratello aveva scelto di fare il ciclista e come il fratello militava nella squadra Bianchi pur non avendo il talento né il palmarès del fuoriclasse di Castellania.

Non era certamente quel che si diceva un brocco tanto che nel 1949 riuscì addirittura a vincere una Parigi-Roubaix, la più dura ed infernale tra le classiche del ciclismo, nonché la più epica.

Lo sfortunato Serse Coppi
Lo sfortunato Serse Coppi

Il 29 giugno del1951, insella alla sua Bianchi, Serse Coppi stava disputando il Giro del Piemonte, altra corsa storica che aveva come traguardo il Velodromo di corso Casale.

Serse era ormai a pochi metri dalla linea del traguardo quando la ruota della sua Bianchi infilò il binario dei tram facendolo cadere a terra. Un impatto violentissimo,

Serse picchiò la testa ma non senza dimostrare un certo stoicismo si rialzò, salì nuovamente in sella e portò a termine la sua gara. Il peggio però doveva ancora venire.

In un primo momento la ferita alla testa non era sembrata così grave, tanto che Serse era riuscito a riprendersi quasi subito.

Giunto però in albergo le sue condizioni peggiorarono nel breve volgere di pochi minuti e il giovane ciclista morì a causa di un’emorragia cerebrale che era stata conseguenza del violento colpo ricevuto al capo.

Quel giorno la corsa venne vinta dall’acerrimo rivale i Fausto Coppi, quel Gino Bartali che per uno strano scherzo del destino aveva perso suo fratello nel 1936 inun incidente simile per dinamica a quello che portò Serse Coppi alla morte.

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La Redazione di Mole24

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