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La Gran Madre si muove

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Torino La Gran Madre si muove
Torino La Gran Madre si muove

A vederla così nessuno penserebbe mai che possa muoversi, anche solo di pochissimi millimetri. E invece, la Gran Madre, si muove eccome.

Un movimento ovviamente impercettibile per l’osservatore umano ma che nel passato è riuscito a palesarsi sotto forma di crepe e cedimenti strutturali.

Non bisogna essere navigati geologi per intuire che la chiesa fatta erigere dai notabili torinesi per il ritorno dall’esilio di Vittorio Emanuele I poggia su un terreno alluvionale, vista anche la vicinanza al Po.

L’architetto torinese Ferdinando Bonsignore che ha firmato il progetto della Gran Madre ispirandosi al Pantheon romano lo sapeva bene e per questo ha realizzato le fondamenta inserendo nel terreno centinaia di pali di abete, con tutta  probabilità i progenitori degli odierni micro-pali.

La Gran Madre si muove

Negli anni Ottanta però emersero i primi problemi.

Crepe profonde diversi centimetri comparvero lungo la scalinata mettendo in allarme il Comune. Nel 1987 uno studio realizzato dal professor Giacomo Donato, docente di Tipologia Strutturale al Politecnico mise in evidenza una rotazione dell’edificio con conseguente slittamento verso il Po.

Quasi come se l’imponente tempio, uno dei simboli della città, galleggiasse oscillando in una deriva lenta ma inesorabile verso il Po.

Palazzo Civico corse subito ai ripari e mise sul piatto 1 miliardo e 475 milioni per un intervento di consolidamento e messa in sicurezza della struttura.

A venti metri di profondità venne realizzato un catino di cemento che delimita l’area delle fondamenta. All’interno di questo catino vennero successivamente inseriti 186 pali di ferro e cemento ad iniezione che avrebbero dovuto in parte sostituire gli ultracentenari tronchi di abete.

La domanda a questo punto sorge spontanea.: cosa potrebbe succedere nel caso in cui si decidesse di costruire, alle spalle della chiesa, il parcheggio interrato che tante polemiche sta suscitando?

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Lasciamo la risposta ai tecnici ed ai geologi ma anche così si può intuire che i rischi potrebbero essere alti e si possono comprendere i timori dei residenti.

 

La Redazione di Mole 24

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