Home Cronaca di Torino Perchè tanti ungheresi festeggiano l’unità d’Italia?

Perchè tanti ungheresi festeggiano l’unità d’Italia?

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È molto semplice: la bandiera nazionale è il tricolore (e fin qui ci siamo). A bande verticali (e già qui, qualcuno inizia a zoppicare). Di colore verde bianco e rosso (apriti cielo). Intendiamoci: lo spettacolo di una nazione imbandierata, e più in particolare di TORINO vestita a festa per Italia 150, è una cosa che racconteremo ai nostri figli. E i più giovani probabilmente assisteranno ad uno spettacolo ancora più grandioso nel 2061. Però, mannaggia, alzi la mano chi non ha provato un fremito, una contrazione di stizza all’indice della mano destra: “Adesso gli citofono e gliela faccio girare”. Ma la bandiera, certo!

Dai balconi, una coreografia meravigliosa, e la sostanza di una bandiera esposta con orgoglio e senza troppa retorica vale molto di più della forma – che consiste nell’appenderla nel senso giusto. Però che nervoso con tutti quegli stendardi al contrario, rosso a sinistra e verde a sventolare.

Visto che facciamo le pulci, cerchiamo noi per primi di essere precisi: lo sapevate che le parti della bandiera hanno un nome? La parte che sventola, per intenderci: il rosso, si chiama battente, perché “batte” contro l’aria; la parte più vicina all’asta (anzi: al pennone) si chiama inferitura, ed è – Costituzione alla mano – il verde; la parte centrale, in uno slancio di fantasia da parte degli esperti del settore, si chiama centro.

Per onor di verità, la maggioranza delle bandiere torinesi era appesa nella maniera ortodossa: bravi, bene, bis. Ma di distratti ce ne sono stati una quantità considerevole. In un impeto di bontà potremmo pensare che in realtà il patrio vessillo era sì storto per i passanti lungo il corso, ma ben diritto per i padroni di casa: se lo sono appesi per guardarselo loro, e pazienza se i pedoni lo vedevano a rovescio. Oppure che la già lateralizzazione traballante di molti di noi (in primis, di chi scrive: ma dov’è la destra, dov’è la sinistra – parafrasando Gaber) abbia definitivamente consegnato le armi di fronte al gioco dello specchio: dunque, la sinistra è di qua. Ma se è di qua per me, per quello che mi è di fronte è a destra. Quindi se giro, mi metto su un piede solo, moltiplico per tre e divido per due io la bandiera la appendo… così!

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E son dolori.

Per non parlare del cospicuo numero di ungheresi festanti per l’anniversario dell’Unità d’ITALIA. Ma sì, saranno ungheresi: mica andrete a pensare che tutti abbiano appeso la bandiera in orizzontale per caso, per sbadataggine. Due mollette le avrebbero trovate, volendo. Devono essere per forza magiari. Bella trovata: partecipazione per il proprio nuovo Paese e memoria della nazione d’origine. Quanti siete, amici di BUDAPEST!

 

Umberto.mangiardi@mole24.it

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