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Villaggio Leumann: una città nella città

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Ai lati della città, quasi alle porte di Collegno, esiste un luogo che forse non tutti conoscono ma che ha fatto da cornice per numerosi anni alla vita di molte persone che hanno utilizzato i suoi spazi non solo per lavorare ma anche per mangiare, dormire, divertirsi vivendolo  in ogni sua piccola parte.

Un piccolo borgo, che quasi scompare oggi in mezzo allo sfrenato sviluppo di enormi superfici residenziali e terziarie, un luogo che con le sue piccole casette di un piano e il suo carattere puramente Liberty continua a mantenere una forte identità architettonica e storica all’interno di Torino, quasi come se fosse una città nella città.

Un luogo oggi quasi dimenticato dalla maggior parte dei torinesi ma che ancora oggi rimane in vita grazie ai ricordi e ai lavori di quelli che ancora oggi vogliono mantenere vivo il suo ricordo nella memoria cittadina.

Villaggio Leumann: una città nella città Torino

Cosa ha portato un noto imprenditore svizzero, Napoleone Leumann, a realizzare, agli inizi del ‘900, un piccolo borgo  dove poter riunire in un solo luogo il proprio cotonificio con i luoghi di svago, del tempo libero e addirittura  con le abitazioni dei propri operai?

L’idea nasce da un aspetto puramente produttivo (per ridurre i tempi e i costi degli spostamenti dalla casa al luogo di lavoro, per incrementare la produzione  e per avere un maggiore controllo sui propri lavoratori) o si trasforma in un concetto più ampio portando alla nascita di una vera e propria “famiglia allargata” con l’imprenditore che si occupa non solo dei propri operai ma anche delle loro famiglie incrementando la qualità della vita delle varie maestranze sia sul lavoro che nella vita privata?

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Il villaggio, che si estende su una superficie complessiva di 60.000 mq e la cui costruzione è affidata al noto architetto della città Pietro Fenoglio, è formato da due comprensori di casette ai lati dello stabilimento tessile, facilmente visibili da corso Francia, simbolo di un’epoca industriale ormai passata ma che ancora oggi rappresenta una importante testimonianza della cultura operaia dell’epoca.

Attorno alle case, che ospitano un migliaio di persone, sono stati costruiti  tutti i servizi necessari alla comunità come la scuola elementare, una palestra, i bagni pubblici, la chiesa, una cooperativa alimentare, una piccola stazione ferroviaria, un albergo e il Convitto delle Giovani Operaie.

All’interno dello stabilimento vi trovano luogo anche la mensa, un ambulatorio medico, un asilo nido, un ufficio postale ed un circolo sportivo.

Villaggio Leumann: una città nella città Torino

L’organizzazione del villaggio e la sua architettura fanno di questo borgo un organismo di straordinario interesse storico, culturale e architettonico, un patrimonio della città da salvaguardare e che è stato infatti elevato dal Comune di Collegno e dalla Provincia di Torino ad Ecomuseo.

Il villaggio oggi è stato del tutto restaurato cercando di mantenere le funzioni di un tempo, i servizi sociali sono stati mantenuti negli edifici che li ospitavano originariamente, lo stabilimento continua la sua attività nel cuore della vecchia fabbrica, gli edifici residenziali sono stati tutti restaurati e riabitati e la famosa Stazionetta oggi è diventata un Punto di Informazione Turistica.

Sembra quasi che la città che per molti anni ha dimenticato e abbandonato questo luogo oggi torni a riappropriarsene e a viverlo cercando di donagli una nuova identità all’interno del proprio tessuto.

Umberta Pansoya

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